Entro il 2050 cinque miliardi di persone saranno a rischio crisi idrica. È l’allarme lanciato dal nuovo rapporto dell’Onu “The State of Climate Services 2021”.

Secondo il rapporto, circa 4 miliardi di persone nel mondo vivono già in condizioni di grave scarsità di acqua per almeno un mese all’anno, a causa dello stress idrico. Negli ultimi 100 anni, con l’aumento esponenziale della popolazione, il cambiamento dei modelli di produzione consumo e il riscaldamento globale, l’uso globale di acqua è aumentato di 6 volte e continua a crescere costantemente.

Se poi aggiungiamo che le inondazioni e gli eventi di pioggia estrema sono aumentati di oltre il 50% in questo decennio e altri eventi climatici estremi (come tempeste, siccità e ondate di calore), sono stati registrati due volte più frequentemente, ecco l’evidenza che la crisi più profonda per la nostra risorsa più preziosa (e per noi) sia alle porte.

Non è da sottovalutare l’impatto che la carenza di acqua ha sullo sviluppo sociale ed economico di una comunità. Basti pensare che la quantità di acqua utilizzata per l’irrigazione attualmente rappresenta quasi tre quarti di tutti i prelievi di acqua dolce. Inoltre, quando la prosperità economica è influenzata da piogge, episodi di siccità e inondazioni, è più facile che si verifichino ondate di migrazione e picchi di violenza.

È palese che una gestione integrata delle risorse idriche sia fondamentale per raggiungere il benessere sociale, economico e ambientale a lungo termine. Ma, nonostante alcuni progressi, molti paesi sono ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo di gestire in modo sostenibile le loro risorse idriche entro il 2050.

La buona notizia è che le nazioni sono determinate a migliorare la situazione, sfruttando i recenti progressi tecnologici.

In questo senso, l’economia circolare dell’acqua deve rimanere la priorità negli obiettivi di ricerca e sviluppo. Così come anche altre tecnologie e strumenti come pannelli fotovoltaici, dissalatori, computer termodinamici possono migliorare radicalmente il problema della siccità, diminuendo cause di inquinamento e rendendo l’acqua di maggiore e migliore utilizzo.

Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, c’è un motivo in più per cercare di promuovere soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell’uomo su ogni elemento naturale, compresa l’acqua.

Tra le tante, è importante incentivare gli investimenti nel settore idrico, un motore per accelerare la crescita economica, lo sviluppo sostenibile, migliorare la salute e ridurre la povertà.

La protezione dell’ambiente e in particolare la conservazione della risorsa idrica sono al centro del mio lavoro. Una missione, #missionwater, che porto avanti quotidianamente e che permea le radici di Sodai, e uno scopo: dare all’acqua il valore che merita. Con orgoglio continuiamo a proteggere ed esaltare le virtù del nostro bene più prezioso.