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	<title>RICICLO Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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	<title>RICICLO Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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		<title>7 falsi miti sul riutilizzo: un dibattito europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 16:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come <a href="https://economiacircolare.com/regolamento-imballaggi-ppwr-nel-vivo/" target="_blank" rel="noopener">Packaging and Packaging Waste Regulation</a> (PPWR), il dibattito sull&#8217;economia circolare è diventato un campo di battaglia tra sostenitori del riutilizzo e del riciclo. In questa discussione accesa, emergono diversi equivoci sul riutilizzo che meritano di essere chiariti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendendo spunto dalle argomentazioni dell&#8217;eurodeputata Delara Burkhardt, esploriamo<strong> sette falsi miti sul riutilizzo.</strong></span></p>
<h3><b>1. Il riciclo non basta</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei falsi miti più diffusi è che il riciclo sia sufficiente per affrontare la crisi dei rifiuti. Il riutilizzo è un complemento essenziale al riciclo ed entrambi dovrebbero essere potenziati. Le quote di riutilizzo, previste nella proposta della Commissione per il settore del cibo da asporto, sono ragionevolmente elevate e consentono alle aziende di utilizzare in modo flessibile gli imballaggi monouso quando necessario.</span></p>
<h3><b>2. Gli studi finanziati dall&#8217;industria sono sbilanciati</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti studi affermano che gli imballaggi monouso hanno una migliore performance ambientale rispetto a quelli riutilizzabili. Tuttavia, questi studi sono spesso influenzati da interessi economici e basati su ipotesi irrealistiche, ignorando importanti variabili ambientali.</span></p>
<h3><b>3. Littering e impatto ambientale</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studi a favore degli imballaggi monouso spesso trascurano l&#8217;impatto del littering, ovvero l&#8217;abbandono irresponsabile dei rifiuti nell&#8217;ambiente. Questo comporta costi significativi per la pulizia delle città e per i contribuenti. Il riutilizzo può contribuire a ridurre il littering e i relativi costi.</span></p>
<h3><b>4. Valutazioni trasparenti del ciclo di vita</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcune valutazioni del ciclo di vita trasparenti dimostrano che l&#8217;implementazione di sistemi di riutilizzo può ridurre i rifiuti e le emissioni di CO2. Studi hanno mostrato che i contenitori riutilizzabili, dopo diverse rotazioni, sono più vantaggiosi di quelli monouso.</span></p>
<h3><b>5. Riciclabile non significa che verrà riciclato</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte volte gli imballaggi monouso non vengono effettivamente riciclati, ma finiscono nell&#8217;ambiente o nei cestini pubblici. In alcuni casi, gli imballaggi monouso, come quelli sporchi o i compositi con rivestimenti in plastica, sono difficili da riciclare. Il riutilizzo può contribuire a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica.</span></p>
<h3><b>6. Igiene e sicurezza</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;igiene è spesso citata come motivo per cui il riutilizzo non è accettabile, ma se i sistemi di riutilizzo sono ben gestiti e con standard igienici adeguati possono garantire la sicurezza degli alimenti dagli imballaggi riutilizzabili. Esistono norme UE per l&#8217;igiene alimentare e regolamenti nazionali che possono essere seguiti.</span></p>
<h3><b>7. Imballaggi monouso e spreco alimentare</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni sostengono che gli imballaggi monouso siano necessari per ridurre lo spreco alimentare. Tuttavia, lo spreco alimentare è causato principalmente dall&#8217;eccesso di offerta e richiede cambiamenti sistemici nel sistema alimentare, non solo la regolamentazione degli imballaggi. L&#8217;uso di imballaggi monouso può addirittura portare a sprechi inutili favorendo l&#8217;acquisto eccessivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi Stati membri hanno già adottato leggi per promuovere il riutilizzo e molte iniziative di imballaggio riutilizzabile hanno dimostrato successo in tutta Europa. </span><b>Il riutilizzo contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di acqua.</b><span style="font-weight: 400;"> La chiave sta nell&#8217;implementare sistemi di riutilizzo ben gestiti e nel promuovere la responsabilità ambientale.</span></p>
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		<title>Economia Circolare: una svolta sostenibile dalla plastica ai combustibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 00:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove prospettive nella gestione dei rifiuti plastici. Attraverso un processo innovativo chiamato pirolisi, oltre il 90% del materiale plastico recuperato da mari e spiagge è stato convertito in un &#8220;nuovo petrolio&#8221;. Questo materiale può essere utilizzato sia come combustibile che come materia prima per la produzione di vernici, solventi e composti organici.</span></p>
<p><b>Il processo di pirolisi: trasformazione sostenibile</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il processo di pirolisi, spiegato dal ricercatore Riccardo Tuffi (ricercatore del Laboratorio di tecnologie per riuso, riciclo, recupero e valorizzazione di rifiuti e materiali, che ha realizzato la ricerca insieme ai colleghi Lorenzo Cafiero e Doina De Angelis), coinvolge il trattamento termo-chimico della plastica a temperature superiori a 400°C, in assenza di ossigeno, portando alla decomposizione del materiale plastico in olio e gas ricchi di idrocarburi. Questo processo, oltre a fornire un nuovo modo di gestire i rifiuti plastici, offre anche un&#8217;alternativa sostenibile nella produzione di nuovi combustibili e prodotti chimici.</span></p>
<p><b>Economia circolare e sostenibilità ambientale</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elemento chiave di questo progetto è l&#8217;impiego di un catalizzatore ottenuto dalle ceneri prodotte dagli impianti di gassificazione e combustione del carbone. Questo sottoprodotto, considerato un rifiuto industriale, viene trasformato in un componente cruciale per migliorare la resa e la qualità del processo di pirolisi. L&#8217;utilizzo di questi catalizzatori rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità dei processi produttivi, contribuendo, con l’economia circolare, a ridurre l&#8217;inquinamento ambientale associato a tali rifiuti.</span></p>
<p><b>Prospettive future</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ricercatore sottolinea che la pirolisi catalitica potrebbe superare le sfide della raccolta meccanica della plastica in mare e sulle spiagge, consentendo il trattamento di quantità significative di rifiuti altamente eterogenei. In futuro, piccoli impianti di pirolisi installati nei porti potrebbero addirittura produrre carburanti per le imbarcazioni, utilizzando la plastica recuperata in mare. Questa prospettiva apre quindi la strada a soluzioni più sostenibili per la gestione dei rifiuti plastici, contribuendo inoltre al raggiungimento dell&#8217;obiettivo di un&#8217;economia circolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte: Il Sole 24 Ore</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Brand etici e sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Mar 2021 13:15:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dare una nuova vita agli oggetti, anziché gettarli. Sono sempre più i brand che perseguono</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/brand-etici-e-sostenibili/">Brand etici e sostenibili</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dare una nuova vita agli oggetti, anziché gettarli. Sono sempre più i <strong>brand </strong>che perseguono una filosofia etica e sostenibile, orientati all’<strong>economia circolare</strong>, che scelgono di trasformare i propri scarti di produzione in nuovi prodotti con un pay back davvero interessante in termini di benefici economici, oltre che ambientali.</p>
<p>In questo articolo ne citerò solo alcuni di diversi settori merceologici, ma è chiaro che la <a href="https://www.marziachiesa.it/gli-strumenti-necessari-per-diventare-unazienda-sostenibile/"><strong>transizione green</strong></a> stia diventando un’esigenza prioritaria per moltissime aziende, che, tramite progetti innovativi, non solo hanno la possibilità di mitigare l’impatto ambientale della propria attività in conformità con le migliori pratiche di <strong><em>Corporate Social Responsibility</em></strong>, ma anche di ottenere importanti risparmi in termini di risorse, siano esse naturali o economiche.</p>
<p><strong>FOOD</strong></p>
<p>Il settore del food è uno dei primi che si è mosso in termini di <strong>sviluppo sostenibile</strong> grazie all’avvento degli alimenti <strong>bio</strong> e della<strong> tracciabilità di filiera</strong>, detenendo il primato di progetti a basso impatto ambientale.</p>
<p>Alcuni studi dimostrano infatti che almeno 1/3 della produzione alimentare venga riutilizzata, trasformando i rifiuti in nuove risorse.</p>
<p>La sfida dell’<strong>Economia Circolare</strong> è quindi senza dubbio prioritaria per il sistema agroalimentare mondiale e anche nazionale. E lo dimostrano i numerosi colossi nostrani del food, tra cui <strong>Lavazza</strong>, che collabora attivamente con il Politecnico di Torino e l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, per creare prodotti riutilizzabili (come ad esempio le capsule); o <strong>Ferrero </strong>che ha messo a punto un processo in grado di riutilizzare in ottica circolare un materiale normalmente di scarto, il guscio delle nocciole, estraendone una fibra prebiotica molto interessante, l’Axos, che ha proprietà antiossidanti ed effetti benefici su sistema immunitario, cardiovascolare e sul metabolismo dei lipidi.</p>
<p><strong>FASHION</strong></p>
<p>Anche l’industria della moda, spinta dal desiderio di diminuire il proprio<strong> impatto ambientale</strong>, ha cercato negli ultimi anni un’alternativa ai materiali di origine fossile e animale da utilizzare nel tessile.</p>
<p>Questa tendenza ha spinto molte aziende di <strong>haute couture</strong>, ma anche di <strong>fast fashion</strong>, a realizzare collezioni di abiti e accessori partendo proprio dai materiali esistenti, mixandoli, ripensandone i volumi e le proporzioni, ispirati dalla possibilità di creare pezzi unici e irripetibili e, al tempo stesso, di avviare il proprio percorso creativo verso una strada sempre più sostenibile e rispettosa dell’ambiente e delle persone.</p>
<p>Tra i brand sostenibili più impegnati nella tecnica dell<em>‘upcycling, </em>ovvero della trasformazione di ciò che è considerato rifiuto in una nuova risorsa per un altro ciclo produttivo, vi è ad esempio <strong>Stella McCartney</strong>, che ha lanciato la sua luxury label nel 2011 con l’intento di offrire capi glam, con fibre naturali o sintetiche, partendo dai tessuti dead stock.</p>
<p>L’italiana <a href="https://www.marziachiesa.it/italia-does-it-better-un-futuro-verso-la-sostenibilita/">Gucci</a>, che già dal 2015, ha iniziato il proprio percorso di Sostenibilità lanciando la propria iniziativa per ridurre l’impatto ambientale e annunciando la scelta di seguire la filosofia fur free, ha lanciato la piattaforma “Equilibrium” per monitorare e comunicare i suoi progressi sociali e ambientali, ai quali si aggiunge la scelta radicale di diventare completamente carbon neutral.</p>
<p>O ancora il brand Pangaia, che redige un report, consultabile anche dal sito, sull’impatto ambientale della produzione e sulla propria visione, in continua evoluzione, per il divenire; la mission è quella di diventare un’azienda “Earth Positive” che restituisce all’ambiente più di quanto dall’ambiente prende.</p>
<p><strong>FURNITURE</strong></p>
<p>Anche il settore dell’arredamento si è mosso in tal senso, con la nascita del <strong>design sostenibile</strong>.</p>
<p>Questo movimento creativo, conosciuto anche come <strong>ecodesign</strong>, nasce dall’urgenza di salvare il nostro Pianeta da livelli di inquinamento sempre più allarmanti.</p>
<p>La risposta dei designer contemporanei si è così concretizzata da un lato nella scelta di <strong>materiali ecosostenibili</strong> per lo sviluppo di progetti innovativi, dall’altro nel riutilizzo dei materiali.</p>
<p>L’ultimo esempio? Il colosso svedese dell’arredamento low cost, <strong>IKEA</strong>, che, nel corso del 2021, comincerà a vendere pezzi di ricambio per poter prolungare la vita dei propri articoli, contrastando lo spreco di risorse, con lo scopo di diventare, entro il 2030, <strong>un’azienda circolare</strong>, i cui prodotti possono cioè essere interamente riutilizzati, riparati o riciclati.</p>
<p>La<strong> sostenibilità</strong> è quindi un tema sempre più caro al mondo aziendale: oggi i brand che decidono di essere sostenibili ed etici, investendo in strategie green, non si limitano a essere positivi per l’ambiente e la comunità, ma si assicurano un vantaggio competitivo ed economico ormai comprovato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il 26 Marzo 2021 torna &#8220;M&#8217;Illumino di Meno&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2021 15:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>M’illumino di Meno è la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/il-26-marzo-2021-torna-m-illumino-di-meno/">Il 26 Marzo 2021 torna &#8220;M&#8217;Illumino di Meno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>M’illumino di Meno</strong> è la <strong>Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili </strong>lanciata da <strong>Caterpillar</strong> e <strong>Radio2 </strong>nel 2005: l’edizione 2021 torna venerdì 26 marzo ed è dedicata al “<strong>Salto di specie</strong>”, l’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere necessaria per uscire migliori dalla pandemia.</p>
<p>L’invito di <strong>M’illumino di Meno 2021</strong> è raccontare i piccoli e grandi salti di specie nelle nostre vite. Quelli già fatti e quelli in programma: dalla mobilità all’abitare, dall’alimentazione all’<strong>economia circolare</strong>.</p>
<p>Ed è proprio l&#8217;<strong>economia circolare</strong> il tema centrale di questa ricorrenza, con l’obiettivo di <strong>ridurre gli sprechi</strong> con gesti non solo simbolici, ma anche concreti &#8211; racchiusi nel cosiddetto “<strong>Decalogo di M&#8217;illumino di Meno</strong>” – che vanno dallo spegnere le luci, al realizzare nuovi oggetti partendo da quelli che hanno perso la loro funzione e che andrebbero altrimenti buttati. Il fine ultimo è quello di dare un apporto concreto per la salvaguardia del Pianeta.</p>
<p>Negli ultimi anni sono state tantissime le <a href="https://www.marziachiesa.it/gli-strumenti-necessari-per-diventare-unazienda-sostenibile/">aziende</a> che hanno aderito all’iniziativa, affermando così l’Italia come paese fortemente impegnato nel rispetto dell’ambiente e nel riutilizzo delle risorse.</p>
<p>Molti imprenditori hanno infatti messo in pratica la scelta di adottare un sistema produttivo circolare, permettendo così di potenziare il proprio <strong>business</strong>, aprire nuove <strong>opportunità di sviluppo </strong>e incentivare l’innovazione ambientale e tecnologica.</p>
<p>Anche in<strong> Sodai </strong>vogliamo cambiare le cose, lasciando in eredità al Pianeta una logica diversa, ponendo particolare attenzione al <strong>recupero</strong> e al<strong> riutilizzo dell&#8217;acqua</strong> e delle materie prime, al limitare gli sprechi e al risparmio energetico.</p>
<p>E poi, forse, la vera novità e allo stesso tempo la chiave del successo è il coinvolgimento di tutto il team in primis, ma anche dei clienti a cui offriamo un miglioramento a tutto tondo della qualità della vita aziendale e dei processi, tramite soluzioni volte al supporto e alla realizzazione dei progetti applicando la logica del <strong>&#8220;TAKE-MAKE-REUSE”</strong>.</p>
<p>Far parte di un grande movimento volto a ridurre l’<strong>impatto ambientale</strong>, avvalendosi dei principi dell&#8217;<strong>economia circolar</strong>e, è la base per diventare cittadini e imprenditori responsabili e poterne viverne i risultati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/il-26-marzo-2021-torna-m-illumino-di-meno/">Il 26 Marzo 2021 torna &#8220;M&#8217;Illumino di Meno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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