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	<title>SOSTENIBILITA Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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	<title>SOSTENIBILITA Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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		<title>La sostenibilità alimentare dell&#8217;UE: un passo verso il futuro ecologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 11:49:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una trasformazione benefica per l&#8217;ambiente e la salute umana sono un’urgenza.</p>
<p>Il settore alimentare è uno dei principali responsabili dello sfruttamento eccessivo delle risorse del nostro pianeta. Questo problema richiede una riflessione immediata, poiché spesso i consumatori non sono consapevoli degli impatti ambientali dei prodotti alimentari che acquistano. Gli scienziati e i ricercatori del settore stanno sollevando crescenti preoccupazioni in merito alla necessità di rivedere radicalmente la produzione e il consumo alimentare per sostenere la salute del pianeta.</p>
<p>Uno <strong>studio guidato dal Global Footprint Network </strong>ha analizzato la sostenibilità alimentare dell&#8217;Unione Europea (UE) e ha rivelato dati cruciali, quanto allarmanti. Il rapporto sottolinea l&#8217;urgenza di sviluppare <strong>politiche mirate a livello di produzione, consumo e approvvigionamento alimentare</strong> per affrontare le sfide ecologiche e sostenere gli obiettivi del Green Deal dell&#8217;UE e della strategia Farm to Fork.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il settore alimentare e l&#8217;ambiente</strong></p>
<p>Il settore alimentare esercita pressioni significative sugli ecosistemi globali, contribuendo al cambiamento dell&#8217;uso del suolo, all&#8217;esaurimento delle risorse idriche, all&#8217;inquinamento e alla perdita di biodiversità, oltre alle emissioni di gas serra. L&#8217;analisi dell&#8217;impronta ecologica dell&#8217;UE ha rivelato che il <strong>consumo alimentare rappresenta il 28-31% dell&#8217;impronta ecologica pro capite</strong> e utilizza oltre la metà della capacità biologica della regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Soluzioni per ridurre l&#8217;impronta alimentare</strong></p>
<p>Il rapporto identifica due misure chiave per <strong>ridurre l&#8217;impronta ecologica del cibo</strong>: la riduzione dello spreco alimentare e la diminuzione del consumo di carne bovina. Ridurre gli sprechi alimentari e favorire una transizione verso proteine meno impattanti dal punto di vista ambientale sono soluzioni che possono contribuire in modo significativo a questo obiettivo. In particolare, la riduzione del consumo di carne bovina, considerando le attuali pratiche di allevamento, può portare a miglioramenti sia per l&#8217;ambiente che per la salute umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dipendenza dalla produzione alimentare estera</strong></p>
<p>Inoltre, uno dei punti chiave emersi dallo studio è la dipendenza dell&#8217;UE dalla produzione alimentare esterna. Circa il <strong>25%</strong> <strong>della capacità biologica necessaria per sostenere la dieta dei residenti dell&#8217;UE proviene da Paesi terzi</strong>, rendendo i sistemi alimentari dell&#8217;UE vulnerabili, minacciando la sicurezza alimentare (come dimostrato anche dalla pandemia da Covid-19) e contribuendo ulteriormente, con i lunghi trasporti necessari, alle emissioni di carbonio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può dire che la sostenibilità alimentare inizi a tavola e per questo richiede azioni congiunte a livello di produzione, consumo e approvvigionamento. La transizione verso diete meno impattanti, la riduzione degli sprechi alimentari e un approvvigionamento più sostenibile sono passi fondamentali. È quindi essenziale conoscere ciò che finisce sulle nostre tavole, sin dalle sue origini.</p>
<p>Queste azioni non solo contribuiranno al benessere del pianeta, ma supporteranno anche il successo delle iniziative del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork. Inoltre, le lezioni apprese dalla sostenibilità alimentare dell&#8217;UE possono essere applicate globalmente per promuovere sistemi alimentari più sostenibili e resistenti. La sostenibilità inizia a tavola, ma i suoi benefici si estendono ben oltre.</p>
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		<title>Le imprenditrici italiane innovative del 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 08:59:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi sono i contesti che continuano a confermare, numeri alla mano, che il merito di</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi sono i contesti che continuano a confermare, numeri alla mano, che il merito di creare valore e lavoro per la collettività è genderless.</p>
<p>Per supportare il percorso delle donne, è importante raccontare e divulgare storie di imprenditrici, ricercatrici, scienziate, che stanno apportando un contributo significativo all&#8217;economia e alla società italiana e possono essere di ispirazione per tutte e tutti.</p>
<p>Progetti come <strong>GammaDonna</strong>, si propongono di rendere sempre meno rilevanti le differenze di genere, attraverso il percorso di empowerment e valorizzazione dell’imprenditoria femminile.</p>
<p>Le <strong>FAB50</strong>, annunciate dall’associazione, rappresentano le donne impegnate nel rendere l&#8217;economia più sostenibile, equa e inclusiva.</p>
<p>Le FAB50 si distinguono in diversi settori, compresa la moda sostenibile, l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per migliorare le competenze di ascolto e comunicazione nelle organizzazioni e l&#8217;innovazione nelle aziende di famiglia. Queste imprenditrici affrontano le sfide attuali, come la creazione del primo ospedale virtuale e la gestione dei rifiuti pericolosi.</p>
<p>Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma anche di politiche di diversità e inclusione, responsabilità sociale d&#8217;impresa ed ESG. Le FAB50 creano fabbriche intelligenti e sostenibili e trasformano l&#8217;esperienza di acquisto digitale per garantire sicurezza nelle situazioni più vulnerabili.</p>
<p>Riconoscere e celebrare i loro successi significa promuovere e supportare la crescita delle donne nell&#8217;imprenditoria per uno sviluppo economico sostenibile. Nonostante gli sforzi, il Global Gender Gap Report 2023 ha mostrato che l&#8217;Italia presenta ancora disparità di genere nelle opportunità economiche.</p>
<p>Con la loro innovazione e l’impegno, le FAB50 rappresentano storie di successo e ispirazione per tutti, dimostrando che le donne possono essere agenti di cambiamento in tutti i settori.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Scelte alimentari per un futuro sostenibile e una dieta consapevole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 09:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta ambientale di tali alimenti lungo l&#8217;intera catena di produzione. Oltre a garantire una nutrizione equilibrata, è fondamentale considerare la qualità del suolo, la sicurezza alimentare, l&#8217;accessibilità economica, la biodiversità, l&#8217;uso dell&#8217;acqua e i cambiamenti climatici. </span><b>La produzione alimentare è responsabile di circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra</b><span style="font-weight: 400;">, rendendo evidente l&#8217;urgenza di adottare scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei principali fattori da considerare è lo </span><b>spreco alimentare</b><span style="font-weight: 400;">. Ogni anno, tonnellate di cibo vengono gettate, comportando uno </span><b>spreco di risorse</b><span style="font-weight: 400;"> come acqua ed energia, nonché l&#8217;</span><b>emissione di CO2 </b><span style="font-weight: 400;">nell&#8217;atmosfera.</span></p>
<p><b>Si stima che in Italia, ogni famiglia butti più di 600 grammi di cibo alla settimana</b><span style="font-weight: 400;">. Recuperare gli avanzi di cibo e utilizzarli per preparare nuovi piatti, come frittate, minestre o torte salate, è un modo per ridurre lo spreco e massimizzare l&#8217;utilizzo delle risorse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel perseguire una dieta sostenibile, è importante </span><b>ridurre il consumo di alimenti ad alta impronta di carbonio</b><span style="font-weight: 400;">, come la carne, e privilegiare i prodotti vegetali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo alcune scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>legumi </b><span style="font-weight: 400;">sono un&#8217;ottima scelta: oltre ad essere ricchi di proteine, vitamine, minerali e fibre, sono anche amici dell&#8217;ambiente. Ad esempio, legumi come fagioli, lenticchie e ceci, sono in grado di fissare l&#8217;azoto atmosferico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici e richiedono meno acqua per la loro coltivazione rispetto alla carne, contribuendo al risparmio idrico complessivo. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Vi sono poi </span><b>cavoli: </b><span style="font-weight: 400;">verdure altamente nutrienti, resistenti e che richiedono un dispendio contenuto di acqua ed energia per la loro coltivazione. Sono ricchi di vitamine, fibre, ferro, calcio e acidi grassi, offrendo un apporto nutrizionale completo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>melograni </b><span style="font-weight: 400;">sono alberi da frutto adattabili a diverse condizioni ambientali e richiedono una quantità variabile di acqua. La loro produzione è considerata sostenibile grazie alla loro resistenza e all&#8217;uso efficiente delle risorse. Inoltre, sono ricchi di nutrienti come vitamina C, potassio e antiossidanti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I cereali sono spesso considerati poco sostenibili. Tuttavia, genericamente, i </span><b>cereali integrali </b><span style="font-weight: 400;">sono fonti preziose di fibre e proteine e richiedono una bassa quantità d&#8217;acqua in rapporto al loro valore nutritivo. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre a queste scelte alimentari specifiche, ci sono anche</span><b> altre regole</b><span style="font-weight: 400;"> base da seguire ogni giorno: ridurre il consumo di cibi animali, preferire alimenti biologici, acquistare cibi locali e di stagione, limitare gli imballaggi e ridurre al minimo lo spreco alimentare sono tutte pratiche che possono contribuire a una dieta sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>dieta mediterranea</b><span style="font-weight: 400;">, che include una varietà di alimenti come frutta, verdura, cereali, legumi, pesce e olio d&#8217;oliva, è considerata una delle diete più sane e sostenibili. Anche le </span><b>diete vegetariana e vegana</b><span style="font-weight: 400;">, basate su alimenti vegetali, sono altamente sostenibili poiché riducono notevolmente l&#8217;impatto ambientale legato alla produzione di carne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche l</span><b>&#8216;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> promuove l&#8217;adozione di un&#8217;agricoltura sostenibile e di una dieta a basso impatto ambientale per porre fine alla fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare. Sostenere tali obiettivi attraverso</span><b> scelte alimentari consapevoli</b><span style="font-weight: 400;"> è un passo importante verso un futuro sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, scegliere alimenti con un basso impatto ambientale, ridurre lo spreco alimentare e preferire prodotti vegetali sono azioni che tutti possiamo intraprendere per contribuire a preservare le risorse del pianeta e promuovere la sostenibilità globale.</span></p>
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		<title>Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 00:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/sconfiggere-linquinamento-da-plastica-verso-soluzioni-sostenibili/">Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare. La diffusione incontrollata di rifiuti plastici ha conseguenze devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana, e richiede una risposta globale e sistematica. In questo contesto è fondamentale agire in modo coordinato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stime sulla quantità di plastica presente nell&#8217;ambiente sono sempre più precise. Uno studio recente ha rivelato che la </span><b>quantità di rifiuti plastici presenti negli oceani e nelle acque marine è in costante aumento</b><span style="font-weight: 400;">. Si stima che nei mari ci siano circa </span><b>171.000 miliardi di particelle di plastica</b><span style="font-weight: 400;">, la maggior parte delle quali sono microplastiche, con un peso totale di circa 2,3 milioni di tonnellate. Questo aumento può essere attribuito all&#8217;aumento della produzione e ai cambiamenti nella gestione dei rifiuti lungo la filiera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica ha gravi effetti sulla </span><b>salute ambientale</b><span style="font-weight: 400;">. Le microplastiche sono ormai presenti in tutte le catene alimentari degli ecosistemi, ma gli effetti che hanno sulla salute e sugli organismi sono ancora poco compresi. Uno studio condotto su due specie di uccelli marini ha evidenziato come </span><b>l&#8217;ingestione di microplastiche influenzi la composizione del microbioma intestinale</b><span style="font-weight: 400;">, con un aumento dei microrganismi patogeni e antibiotico-resistenti e una diminuzione dei microrganismi benefici. Questo fenomeno ha implicazioni significative per la salute delle specie selvatiche e potrebbe rappresentare un pericolo anche per la salute umana.</span></p>
<p><b>Al contrario, gli effetti dell&#8217;ingestione di microplastiche nell’uomo sono ancora in gran parte sconosciuti.</b><span style="font-weight: 400;"> Tuttavia, è noto che le microplastiche possono veicolare agenti patogeni e rilasciare sostanze chimiche tossiche nel corpo. Uno studio condotto dalla</span><b> Commissione Minderoo-Monaco </b><span style="font-weight: 400;">sulle plastiche e la salute umana ha evidenziato i rischi associati all&#8217;esposizione ai componenti chimici aggiunti alle materie plastiche, che possono causare, tra gli altri, problemi endocrini, nascite premature, difetti congeniti e malattie cardiovascolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per affrontare l&#8217;inquinamento da plastica, è necessario adottare </span><b>soluzioni sostenibili su vasta scala</b><span style="font-weight: 400;">. I paesi membri delle </span><b>Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> stanno negoziando un trattato vincolante per fermare l&#8217;inquinamento da plastica, ma ci sono sfide nel conciliare le diverse esigenze e interessi delle parti coinvolte. Nel frattempo, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite ha pubblicato un </span><b>rapporto intitolato &#8220;Turning off the tap&#8221;</b><span style="font-weight: 400;"> che sottolinea la necessità di un &#8220;cambiamento sistemico&#8221; che coinvolga tutto il ciclo di vita della plastica e promuova un&#8217;</span><b>economia circolare</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi ambientali e sociali dell&#8217;attuale modello lineare di produzione e smaltimento della plastica sono enormi, mentre la transizione verso un&#8217;economia circolare offrirebbe numerosi benefici economici, ambientali e sociali. Tuttavia, l&#8217;implementazione di misure vincolanti rimane un ostacolo, con alcuni Paesi e attori privati che cercano di evitare regolamentazioni obbligatorie. Vi è la necessità che i Paesi firmatari siano legalmente obbligati a mantenere gli impegni presi.</span></p>
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		<title>Batterie litio-aria: una nuova strada per la mobilità sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 10:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La batteria litio-aria è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/batterie-litio-aria-una-nuova-strada-per-la-mobilita-sostenibile/">Batterie litio-aria: una nuova strada per la mobilità sostenibile</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>batteria litio-aria</b><span style="font-weight: 400;"> è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Chemistry e potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella </span><b>riduzione delle emissioni nel settore della mobilità elettrica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La batteria litio-aria è considerata una promettente alternativa alle batterie tradizionali, ma finora ha presentato alcune criticità, in particolare nella fase di ricarica, che si è rivelata lenta ed energeticamente dispendiosa. La ricerca, condotta dall&#8217;Università di Pisa, si è focalizzata sullo studio dei mediatori chimici utilizzati nella ricarica di queste batterie, al fine di identificare quelli che consentirebbero una ricarica più rapida ed efficiente dal punto di vista energetico. Nuovi meccanismi cinetici e mediatori per ottenere una ricarica veloce ed efficiente.</span></p>
<p><b>Le implicazioni di questa ricerca per il futuro sono significative</b><span style="font-weight: 400;">. Prestazioni ottimali con un </span><b>minor impatto ambientale</b><span style="font-weight: 400;">, un grande passo avanti per la </span><b>mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. La tecnologia delle batterie litio-aria offrirebbe un&#8217;alternativa più sostenibile alle batterie attualmente disponibili, utilizzando materiali meno critici e facilmente riciclabili. Inoltre, si potrebbero ridurre gli impatti ambientali associati allo smaltimento delle batterie stesse, contribuendo così alla chiusura del loro ciclo di vita e alla promozione della</span><b> circolarità dei materiali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, è giusto sottolineare che si tratta solo di un primo passo in questa direzione e sono ancora necessari ulteriori sviluppi e ottimizzazioni per raggiungere il pieno potenziale di questa nuova generazione di batterie. Come specificato dagli studiosi: sono ancora necessari ulteriori sforzi per rendere questa tecnologia una realtà pratica. Sfide legate alla conduzione elettrica, alla solubilità dell&#8217;ossigeno all&#8217;interno delle batterie e alla purezza dell&#8217;aria necessaria per il loro corretto funzionamento. </span></p>
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		<title>Aziende e diritti umani: la sfida della sostenibilità d&#8217;impresa non è rinviabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 09:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente voto al Parlamento europeo per una nuova Direttiva relativa al dovere di diligenza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente voto al Parlamento europeo per una nuova Direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese in materia di diritti umani e ambientali segna un importante passo avanti verso la responsabilizzazione delle aziende per i danni causati a persone, comunità e ambiente. Tuttavia, nonostante i progressi fatti, c&#8217;è ancora molta strada da percorrere.</p>
<p><strong>La nuova misura mira a rendere le imprese legalmente responsabili dei danni causati sia direttamente che lungo tutta la catena di produzione</strong>. L’obiettivo è quello di indurre le aziende a valutare i rischi e ad adottare misure per prevenire, mitigare e rimediare agli impatti negativi da queste causati. La direttiva è in linea con il <strong>Green Deal europeo</strong>, che mira a migliorare la sostenibilità non solo all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea, ma anche al di là dei suoi confini.</p>
<p>Nonostante l&#8217;estensione dell&#8217;ambito di applicazione della normativa a un maggior numero di aziende, ancora solo una piccola percentuale delle imprese europee ne verrebbe coinvolta. Inoltre, l&#8217;onere di provare i danni e le violazioni rimane a carico delle vittime, contrastando il concetto stesso di <strong>due diligence aziendale</strong>. Questo compromesso politico, sebbene rappresenti un primo passo verso regole comuni, non garantisce un pieno accesso alla giustizia per le vittime.</p>
<p>Un recente <strong>sondaggio condotto da Oxfam e Collectibus</strong> ha analizzato l&#8217;approccio delle aziende italiane alla tutela dei diritti umani. I risultati indicano che ancora quasi un terzo delle aziende del paese non presta sufficiente attenzione al rischio di violazioni legate alla propria attività. Sebbene il 70% delle aziende si dichiari attento al tema, c&#8217;è ancora poca <strong>consapevolezza </strong>riguardo alle risorse impiegate, ai metodi utilizzati per l&#8217;analisi e alle politiche adottate lungo la filiera di produzione.</p>
<p>Solo il <strong>12%</strong> delle aziende ha adottato strumenti e processi di due diligence, e solo il <strong>26% </strong>ha una policy aggiornata in termini di diritti umani. Inoltre, il dato preoccupante riguarda la funzione aziendale preposta al tema, con il <strong>61%</strong> che indica le risorse umane come responsabili e solo l&#8217;<strong>1%</strong> che coinvolge il dipartimento acquisti. Questo suggerisce che l&#8217;attenzione all&#8217;ambito dei diritti umani sia ancora limitata al perimetro aziendale interno, trascurando il rischio di violazioni nelle filiere di produzione. Tuttavia,<strong> l&#8217;indagine ha evidenziato che molte aziende sentono la necessità di informazione, formazione e sensibilizzazione dei dipendenti e del management in materia di diritti umani</strong>. Inoltre, molte imprese stanno iniziando a richiedere un supporto specializzato per gestire in modo strutturato questa materia di importanza fondamentale.</p>
<p>È importante promuovere una <strong>maggiore sostenibilità sociale </strong>nelle aziende, per contribuire alla costruzione di un mondo meno disuguale e affrontare la sfida della sostenibilità d&#8217;impresa. È altresì fondamentale, avere una <strong>visione d’insieme</strong> della strada da percorrere.</p>
<p>La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante, ma è necessario che le aziende continuino ad impegnarsi, assumendosi la responsabilità del proprio impatto, e ad agire con diligenza, per proteggere i diritti umani e l&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Sfide e opportunità per le donne imprenditrici: la strada verso l&#8217;equità di genere nell&#8217;imprenditoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 08:27:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fare impresa non è mai stato facile, ma se sei una donna le sfide possono</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fare impresa non è mai stato facile, ma <strong>se sei una donna le sfide possono essere ancora maggiori</strong>. Nonostante i progressi degli ultimi anni verso l&#8217;uguaglianza di genere, <strong>le donne imprenditrici devono ancora affrontare una serie di ostacoli</strong> che non si presentano ai loro colleghi uomini. Ma vediamo alcuni dati.</p>
<p>Secondo uno studio del Global Entrepreneurship Monitor, <strong>nel 2020 solo il 30% degli imprenditori a livello mondiale erano donne</strong>. Inoltre, <strong>le imprenditrici hanno maggiori difficoltà ad accedere ai finanziamenti</strong> rispetto agli uomini. Lo conferma un rapporto fornito dal Boston Consulting Group che stabilisce che <strong>le donne ricevono solo il 2,2% del finanziamento di venture capital</strong>, nonostante costituiscano il 38% di tutte le attività imprenditoriali.</p>
<p>Inoltre, le donne imprenditrici sono spesso costrette a conciliare il loro lavoro con le responsabilità familiari, il che può limitare la loro disponibilità e la loro capacità di dedicarsi completamente all&#8217;impresa. Un rapporto di McKinsey &amp; Company ha rilevato che <strong>il 70% delle donne imprenditrici cita il bilanciamento tra lavoro e famiglia come una delle principali sfide</strong> che devono affrontare.</p>
<p>Molte donne imprenditrici sono anche soggette a discriminazioni sul luogo di lavoro, inclusi il sessismo e il bullismo. Secondo uno studio dell&#8217;Organizzazione Internazionale del Lavoro, <strong>il 75% delle donne imprenditrici ha dichiarato di aver subito discriminazioni di genere sul posto di lavoro</strong>.</p>
<p>Tuttavia, nonostante gli ostacoli, fortunatamente sempre più donne decidono di intraprendere la carriera imprenditoriale. Secondo uno studio di Mastercard, <strong>il numero di donne che avviano una propria attività è cresciuto del 31% a livello globale dal 2018 al 2019</strong> e la percentuale aumenta di anno in anno.</p>
<p>Molte donne imprenditrici sono motivate dalla passione e dalla determinazione di creare un impatto positivo sulla società, attraverso la creazione di prodotti e servizi innovativi e sostenibili. Secondo un rapporto di BNP Paribas, <strong>il 90% delle donne imprenditrici dichiara che l&#8217;impatto sociale è un fattore importante nell’avviamento della propria attività imprenditoriale</strong>.</p>
<p>Contestualmente, le donne imprenditrici sono spesso molto attente alla sostenibilità e alla responsabilità sociale, ponendo l&#8217;attenzione sulla creazione di un impatto positivo sull&#8217;ambiente e sulla comunità in cui operano. Secondo uno studio di B Lab Europe,<strong> il 70% delle imprese guidate da donne ha integrato la sostenibilità nelle proprie strategie di business</strong>.</p>
<p>Per supportare le donne imprenditrici, è fondamentale che vengano create più opportunità di finanziamento e programmi di mentorship, in modo da fornire loro le risorse e le conoscenze necessarie per far crescere la loro impresa. È anche importante che venga affrontata la discriminazione di genere sul posto di lavoro, in modo da creare un ambiente più equo e inclusivo per tutti.</p>
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		<title>Giornata mondiale della biodiversità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 08:56:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La giornata mondiale della biodiversità è una celebrazione importante che ci invita a riflettere su</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata mondiale della biodiversità è una celebrazione importante che ci invita a riflettere su quanto sia preziosa la natura e sulla necessità di preservare la diversità biologica del nostro pianeta. Tuttavia, nonostante i numerosi sforzi delle organizzazioni ambientaliste, la biodiversità continua a essere minacciata da molteplici fattori.</p>
<p>Uno dei principali problemi che stiamo affrontando è la <strong>perdita di habitat naturali</strong>. La deforestazione, l&#8217;urbanizzazione e l&#8217;agricoltura intensiva stanno distruggendo gli ecosistemi e causando la scomparsa di numerose specie animali e vegetali. Inoltre, il<strong> cambiamento climatico</strong> sta avendo un impatto sempre più significativo sulla biodiversità. Le temperature sempre più elevate, l&#8217;innalzamento del livello del mare e i fenomeni meteorologici estremi stanno alterando gli equilibri ecologici e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie.</p>
<p>Per <strong>proteggere la biodiversità</strong>, dovremmo agire su diversi fronti.</p>
<p>Una prima soluzione è quella di<strong> ridurre il nostro impatto sull&#8217;ambiente</strong>, ad esempio sfruttando meno risorse naturali, riducendo i rifiuti e promuovendo l&#8217;utilizzo di energie rinnovabili.</p>
<p>Occorre poi sostenere la <strong>conservazione degli habitat naturali e delle aree protette</strong>, promuovendo la <strong>riqualificazione urbana</strong> e l&#8217;<strong>agricoltura sostenibile</strong>.</p>
<p>Ma anche, incoraggiare il <strong>cambiamento delle nostre abitudini di consumo</strong>, scegliendo <strong>prodotti eco-friendly e sostenibili</strong>, supportando le aziende che si impegnano nella protezione dell&#8217;ambiente e riducendo l&#8217;utilizzo di prodotti chimici nocivi.</p>
<p>La giornata mondiale della biodiversità ci invita a riflettere sulla nostra responsabilità nei confronti della natura e sulla necessità di agire per proteggere la diversità biologica del nostro pianeta. Ognuno di noi può fare la differenza con piccoli gesti quotidiani, contribuendo a costruire un futuro più sostenibile e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Il mondo del lavoro punta ad una leadership sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 09:21:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La leadership di oggi richiede nuove e specifiche competenze per guidare la transizione della propria</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La leadership di oggi richiede nuove e specifiche competenze per guidare la transizione della propria azienda verso un’</span><b>economia inclusiva e net zero</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le sfide che si presentano oggi sono tra loro interconnesse e legate al raggiungimento degli </span><b>Obiettivi di sviluppo sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. Per questo si parla di </span><b>leadership sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Ma a che punto siamo?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo lo </span><b>Studio Leadership sostenibile in Europa</b><span style="font-weight: 400;">, commissionato nel 2020 dalla Confederazione europea dei manager (Cec european managers) all’Università La Sapienza di Roma, che ha coinvolto </span><b>1.500 manager di sei Paesi UE</b><span style="font-weight: 400;">, molti dei manager europei hanno una conoscenza superficiale dei principi e dei temi della sostenibilità. Si evidenzia quindi un divario tra le ambizioni del leader e la realtà. Non a caso, i valori e le competenze di sostenibilità non sono ancora del tutto integrati nell’ambiente aziendale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>La leadership sostenibile</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Ogni giorno, milioni di manager prendono decisioni che hanno un </span><b>impatto ambientale, sociale ed economico.</b><span style="font-weight: 400;"> Per questo questi decision maker dovrebbero acquisire nuove e specifiche competenze per limitare l’impatto negativo che le loro decisioni possono avere sull’ambiente e sulla società.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È necessaria una strategia in grado di </span><b>gestire i cambiamenti</b><span style="font-weight: 400;"> in atto ed incentrata </span><b>sui valori della sostenibilità</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una leadership sostenibile è anche la chiave per acquisire un </span><b>vantaggio economico</b><span style="font-weight: 400;">. Infatti, diversi studi dimostrano come le imprese sostenibili siano più </span><b>resilienti, innovative e competitive</b><span style="font-weight: 400;">, nonché capaci di soddisfare le </span><b>esigenze delle nuove generazioni</b><span style="font-weight: 400;"> più attente ai valori e alle prospettive sostenibili. Questo trend è confermato dai dati Accenture, che dimostrano come acquistare servizi o prodotti in </span><b>modo etico</b><span style="font-weight: 400;"> fidelizzi la new generation.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">È quindi fondamentale investire su </span><b>istruzione e formazione </b><span style="font-weight: 400;">di manager e dirigenti, in modo che dispongano degli strumenti necessari ad </span><b>integrare leadership e governance sostenibile</b><span style="font-weight: 400;"> nelle proprie organizzazioni.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La transizione sostenibile è un compito che riguarda tutti e sicuramente gli imprenditori rivestono un ruolo chiave in questo percorso. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di transizione da un’economia della “distruzione”, verso un’economia più responsabile e generativa basata su pratiche sostenibili e innovative, che vede soluzioni destinate ad avere successo sia per l’ambiente che per il business. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’Italia è, per la sua storia e vocazione naturale, attore principale di questo nuovo “</span><b>capitalismo umanistico</b><span style="font-weight: 400;">” attento agli interessi di tutti, che si contrappone al modello di capitalismo distruttivo basato esclusivamente sull’incremento dei profitti. La storia ci insegna che è stato proprio il nostro Paese il luogo dove l’innovazione nelle scienze e nelle tecnologie si è sposata ai principi dell’umanesimo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Una priorità che deve avere una </span><i><span style="font-weight: 400;">vision</span></i><span style="font-weight: 400;"> e una </span><i><span style="font-weight: 400;">mission</span></i><span style="font-weight: 400;"> di lungo periodo, mettendo al centro l’uomo per generare </span><b>benessere</b> <b>collettivo</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
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		<title>Fast fashion: cos’è e quanto inquina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Feb 2023 08:54:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Fast Fashion è una tendenza della fashion industry che ha reso la moda economicamente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Fast Fashion </strong>è una tendenza della fashion industry che ha reso la moda economicamente più accessibile. Il suo grande successo risiede nel fatto di aver dato la possibilità ad una platea ampissima di vestirsi secondo le tendenze del momento ad un prezzo ridotto. Certo, il fast fashion è uno strumento che appiana le differenze, dando accesso a tutti al mondo della moda. Ma a quale prezzo?</p>
<p>Uno dei problemi di questa moda è che si fonda sull’idea che gli outfit ripetitivi implichino una bassa esibizione di sé stessi. La soluzione, secondo la filosofia del fast fashion, risiede nella possibilità di effettuare continui cambi d’abito, il ché denoterebbe una personalità dinamica e versatile. Ecco, quindi, che si crea sull’acquirente una forte pressione sociale ad acquistare ancora e sempre di più.</p>
<p>Ormai siamo abituati a comprare senza riflettere sul prezzo. Il fast-fashion costa poco, perché le aziende che lo incentivano risparmiano sulla manodopera, andando a realizzare i loro abiti in Paesi in via di sviluppo, dove non vi è alcuna attenzione nei confronti dei diritti civili e sociali, e dove i lavoratori hanno paghe misere.</p>
<p>A questo si aggiunge un altro dato particolarmente problematico: l’industria della moda è responsabile del <strong>10% dell’inquinamento globale</strong> ed è il secondo settore più inquinante al mondo dopo quello del trasporto aereo. Secondo l’OCSE, il settore fashion inquina come 372 milioni di auto in un anno.</p>
<p>Tra le catene più famose di fast-fashion troviamo <strong>Shein</strong>, che con la sua sovrapproduzione di capi e la mancanza di informazioni sulla filiera di produzione e approvvigionamento dei materiali, si è guadagnata una pessima reputazione a livello mondiale.</p>
<p>Secondo l’inchiesta <em>Shein Untold: inside the Shein Machine</em> i dipendenti di questa azienda ricevono una retribuzione mensile di 4 mila yuan, che corrispondono a circa 550 euro, nonostante lavorino 18 ore al giorno con solo un giorno libero al mese. Senza contare che per ogni errore commesso dalla singola sarta, questa vede detrarsi i 2/3 della paga giornaliera. Inoltre, secondo un report di Greenpeace, i prodotti venduti non rispettano il limite UE relativo alle sostanze chimiche che possono essere contenute nei capi di abbigliamento. Eppure, molte persone ancora acquistano da questo grande marchio.</p>
<p>Shein è solo una tra le tante aziende che fa leva sui valori del fast fashion. Come fare quindi per limitare i danni sociali e ambientali prodotti da queste aziende?</p>
<p>Dobbiamo essere noi per primi ad effettuare scelte consapevoli, acquistando capi che non siano realizzati con un eccessivo sfruttamento delle risorse, non solo materiali ma anche umane, per limitare l’inquinamento ambientale. Questo non significa necessariamente acquistare abiti su misura e d’alta moda, ma piuttosto fare scelte informate e acquistare in modo etico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/fast-fashion-cose-e-quanto-inquina/">Fast fashion: cos’è e quanto inquina</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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