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	<title>Marzia Chiesa</title>
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		<title>7 falsi miti sul riutilizzo: un dibattito europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 16:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il dibattito sull&#8217;economia circolare è diventato un campo di battaglia tra sostenitori del riutilizzo e del riciclo. In questa discussione accesa, emergono diversi equivoci sul riutilizzo che meritano di essere chiariti. Prendendo spunto dalle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come <a href="https://economiacircolare.com/regolamento-imballaggi-ppwr-nel-vivo/" target="_blank" rel="noopener">Packaging and Packaging Waste Regulation</a> (PPWR), il dibattito sull&#8217;economia circolare è diventato un campo di battaglia tra sostenitori del riutilizzo e del riciclo. In questa discussione accesa, emergono diversi equivoci sul riutilizzo che meritano di essere chiariti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendendo spunto dalle argomentazioni dell&#8217;eurodeputata Delara Burkhardt, esploriamo<strong> sette falsi miti sul riutilizzo.</strong></span></p>
<h3><b>1. Il riciclo non basta</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei falsi miti più diffusi è che il riciclo sia sufficiente per affrontare la crisi dei rifiuti. Il riutilizzo è un complemento essenziale al riciclo ed entrambi dovrebbero essere potenziati. Le quote di riutilizzo, previste nella proposta della Commissione per il settore del cibo da asporto, sono ragionevolmente elevate e consentono alle aziende di utilizzare in modo flessibile gli imballaggi monouso quando necessario.</span></p>
<h3><b>2. Gli studi finanziati dall&#8217;industria sono sbilanciati</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti studi affermano che gli imballaggi monouso hanno una migliore performance ambientale rispetto a quelli riutilizzabili. Tuttavia, questi studi sono spesso influenzati da interessi economici e basati su ipotesi irrealistiche, ignorando importanti variabili ambientali.</span></p>
<h3><b>3. Littering e impatto ambientale</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studi a favore degli imballaggi monouso spesso trascurano l&#8217;impatto del littering, ovvero l&#8217;abbandono irresponsabile dei rifiuti nell&#8217;ambiente. Questo comporta costi significativi per la pulizia delle città e per i contribuenti. Il riutilizzo può contribuire a ridurre il littering e i relativi costi.</span></p>
<h3><b>4. Valutazioni trasparenti del ciclo di vita</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcune valutazioni del ciclo di vita trasparenti dimostrano che l&#8217;implementazione di sistemi di riutilizzo può ridurre i rifiuti e le emissioni di CO2. Studi hanno mostrato che i contenitori riutilizzabili, dopo diverse rotazioni, sono più vantaggiosi di quelli monouso.</span></p>
<h3><b>5. Riciclabile non significa che verrà riciclato</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte volte gli imballaggi monouso non vengono effettivamente riciclati, ma finiscono nell&#8217;ambiente o nei cestini pubblici. In alcuni casi, gli imballaggi monouso, come quelli sporchi o i compositi con rivestimenti in plastica, sono difficili da riciclare. Il riutilizzo può contribuire a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica.</span></p>
<h3><b>6. Igiene e sicurezza</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;igiene è spesso citata come motivo per cui il riutilizzo non è accettabile, ma se i sistemi di riutilizzo sono ben gestiti e con standard igienici adeguati possono garantire la sicurezza degli alimenti dagli imballaggi riutilizzabili. Esistono norme UE per l&#8217;igiene alimentare e regolamenti nazionali che possono essere seguiti.</span></p>
<h3><b>7. Imballaggi monouso e spreco alimentare</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni sostengono che gli imballaggi monouso siano necessari per ridurre lo spreco alimentare. Tuttavia, lo spreco alimentare è causato principalmente dall&#8217;eccesso di offerta e richiede cambiamenti sistemici nel sistema alimentare, non solo la regolamentazione degli imballaggi. L&#8217;uso di imballaggi monouso può addirittura portare a sprechi inutili favorendo l&#8217;acquisto eccessivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi Stati membri hanno già adottato leggi per promuovere il riutilizzo e molte iniziative di imballaggio riutilizzabile hanno dimostrato successo in tutta Europa. </span><b>Il riutilizzo contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di acqua.</b><span style="font-weight: 400;"> La chiave sta nell&#8217;implementare sistemi di riutilizzo ben gestiti e nel promuovere la responsabilità ambientale.</span></p>
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		<title>Cucina vegetale e territorio, il binomio perfetto per una sostenibilità a tavola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 17:57:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con la cucina vegetale: il rispetto per il territorio si fonde armoniosamente con il piacere del palato. Vediamo come la sostenibilità può nascere a tavola attraverso la scelta consapevole di ingredienti locali e stagionali. La cucina vegetale rappresenta una via del gusto che celebra la diversità della natura, mettendo al centro i prodotti della terra.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Con la cucina vegetale: il rispetto per il territorio si fonde armoniosamente con il piacere del palato. Vediamo come la sostenibilità può nascere a tavola attraverso la scelta consapevole di ingredienti locali e stagionali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>cucina vegetale </b><span style="font-weight: 400;">rappresenta una via del gusto che celebra la diversità della natura, mettendo al centro i prodotti della terra. Ma cosa succede quando questa scelta culinaria si sposa con la valorizzazione del territorio?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Innanzitutto, la cucina vegetale ci invita a </span><b>esplorare le ricchezze della nostra regione</b><span style="font-weight: 400;">, incoraggiandoci a scoprire prodotti locali che spesso sfuggono all&#8217;attenzione quotidiana. Scegliere frutta, verdura e ingredienti a chilometro zero non solo riduce l&#8217;impatto ambientale legato al trasporto, ma sostiene anche le economie locali, promuovendo la biodiversità e preservando le tradizioni culinarie radicate nel territorio.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Un esempio lampante di questa connessione tra cucina vegetale e territorio è la </span><b>rinascita di antiche varietà di ortaggi e cereali</b><span style="font-weight: 400;">, spesso dimenticate ma ricche di sapori unici, importanti nutrienti e caratteristiche adattate al clima locale. L&#8217;impiego di questi “super food” non solo arricchisce il nostro palato, ma contribuisce anche alla conservazione della </span><b>biodiversità agricola</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, la cucina vegetale ci invita a essere consapevoli del nostro impatto ambientale globale. Ridurre il consumo di carne e privilegiare fonti proteiche vegetali può contribuire a limitare le emissioni di gas serra, preservare le risorse idriche e fermare la deforestazione. </span><b>Siamo ciò che mangiamo</b><span style="font-weight: 400;">, e la scelta di pasti a base vegetale diventa un atto concreto di impegno verso la nostra salute e quella del nostro pianeta.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La nostra scelta alimentare non è solo un gesto personale, ma un contributo tangibile a un futuro più equo e rispettoso dell&#8217;ambiente.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sfide e Opportunità per la Mobilità Sostenibile in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 15:13:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La mobilità sostenibile in Italia è al centro dell&#8217;attenzione a seguito del recente sondaggio Ipsos-Legambiente, il quale ha esaminato gli stili di mobilità degli italiani. Mentre emerge un lieve miglioramento nella mobilità sostenibile, persiste la dipendenza dall&#8217;auto fossile. A due mesi dal sondaggio, analizziamo gli aspetti chiave e le sfide, cercando di proiettarci verso soluzioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La mobilità sostenibile in Italia è al centro dell&#8217;attenzione a seguito del recente sondaggio Ipsos-Legambiente, il quale ha esaminato gli stili di mobilità degli italiani. Mentre emerge un </span><b>lieve miglioramento nella mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>persiste la dipendenza dall&#8217;auto fossile</b><span style="font-weight: 400;">. A due mesi dal sondaggio, analizziamo gli aspetti chiave e le sfide, cercando di proiettarci verso soluzioni più sostenibili per il futuro.</span></p>
<p><b>Dati chiave</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sondaggio rivela che il </span><b>64% dei viaggi settimanali degli italiani avviene ancora a bordo di auto e moto di proprietà</b><span style="font-weight: 400;">, nonostante una leggera diminuzione rispetto all&#8217;anno precedente. Tuttavia, c&#8217;è un incoraggiante </span><b>aumento nell&#8217;uso medio dei mezzi pubblici e delle auto elettriche</b><span style="font-weight: 400;">, che è passato dall&#8217;11% al</span><b> 13%</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le città di Bologna e Milano si distinguono con il 49% e il 48% degli spostamenti sostenibili, mentre Napoli e Roma mostrano una percentuale più bassa, evidenziando una disparità nella mobilità sostenibile tra le città italiane.</span></p>
<p><b>La precarietà della mobilità: cause e conseguenze</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La situazione di precarietà nella mobilità è legata principalmente alla </span><b>limitata disponibilità del trasporto pubblico e alla scarsa accessibilità ai servizi di prossimità</b><span style="font-weight: 400;">. La distanza da strutture essenziali come scuole e strutture mediche è un ostacolo significativo all&#8217;adozione di alternative all&#8217;auto privata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La carenza di trasporti pubblici, la mancanza di fermate convenienti e la scarsa offerta di servizi di sharing contribuiscono alla precarietà. Le difficoltà economiche delle famiglie, unite ai costi crescenti del carburante, sono ulteriori fattori che spingono gli italiani a rinunciare a opportunità di lavoro, studio e svago.</span></p>
<p><b>Mobilità elettrica: aspirazioni e ostacoli</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sondaggio evidenzia l&#8217;importanza di promuovere la transizione verso veicoli elettrici. Circa il 50% dei cittadini desidera acquistare un&#8217;auto nuova, ma solo il </span><b>14% opta per veicoli elettrici</b><span style="font-weight: 400;">, mentre il </span><b>29% preferisce veicoli ibridi</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le principali motivazioni per scegliere veicoli a combustione interna sono il costo conveniente, una maggiore autonomia e la paura di non trovare stazioni di ricarica. D&#8217;altra parte, chi preferisce veicoli elettrici è motivato principalmente dalla riduzione dell&#8217;impatto ambientale.</span></p>
<p><b>Prospettive</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A due mesi dal sondaggio, è essenziale considerare </span><b>come affrontare queste sfide e promuovere una mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. Gli investimenti nella migliorata accessibilità ai servizi di prossimità, l&#8217;espansione del trasporto pubblico e l&#8217;installazione di stazioni di ricarica sono passi fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Incentivare l&#8217;adozione di veicoli elettrici attraverso </span><b>agevolazioni </b><span style="font-weight: 400;">fiscali, </span><b>promuovere la consapevolezza</b><span style="font-weight: 400;"> ambientale e </span><b>migliorare l&#8217;infrastruttura</b><span style="font-weight: 400;"> sono chiavi per guidare la transizione verso una mobilità più sostenibile in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cammino verso la mobilità sostenibile richiede una collaborazione tra istituzioni, aziende e cittadini. Solo attraverso sforzi congiunti possiamo garantire un futuro in cui gli italiani si muovano in modo sostenibile, riducendo l&#8217;impatto ambientale e migliorando la qualità della vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte &#8211; IPSOS</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
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		<title>Economia Circolare: una svolta sostenibile dalla plastica ai combustibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 00:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove prospettive nella gestione dei rifiuti plastici. Attraverso un processo innovativo chiamato pirolisi, oltre il 90% del materiale plastico recuperato da mari e spiagge è stato convertito in un &#8220;nuovo petrolio&#8221;. Questo materiale può essere utilizzato sia come combustibile che come</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove prospettive nella gestione dei rifiuti plastici. Attraverso un processo innovativo chiamato pirolisi, oltre il 90% del materiale plastico recuperato da mari e spiagge è stato convertito in un &#8220;nuovo petrolio&#8221;. Questo materiale può essere utilizzato sia come combustibile che come materia prima per la produzione di vernici, solventi e composti organici.</span></p>
<p><b>Il processo di pirolisi: trasformazione sostenibile</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il processo di pirolisi, spiegato dal ricercatore Riccardo Tuffi (ricercatore del Laboratorio di tecnologie per riuso, riciclo, recupero e valorizzazione di rifiuti e materiali, che ha realizzato la ricerca insieme ai colleghi Lorenzo Cafiero e Doina De Angelis), coinvolge il trattamento termo-chimico della plastica a temperature superiori a 400°C, in assenza di ossigeno, portando alla decomposizione del materiale plastico in olio e gas ricchi di idrocarburi. Questo processo, oltre a fornire un nuovo modo di gestire i rifiuti plastici, offre anche un&#8217;alternativa sostenibile nella produzione di nuovi combustibili e prodotti chimici.</span></p>
<p><b>Economia circolare e sostenibilità ambientale</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elemento chiave di questo progetto è l&#8217;impiego di un catalizzatore ottenuto dalle ceneri prodotte dagli impianti di gassificazione e combustione del carbone. Questo sottoprodotto, considerato un rifiuto industriale, viene trasformato in un componente cruciale per migliorare la resa e la qualità del processo di pirolisi. L&#8217;utilizzo di questi catalizzatori rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità dei processi produttivi, contribuendo, con l’economia circolare, a ridurre l&#8217;inquinamento ambientale associato a tali rifiuti.</span></p>
<p><b>Prospettive future</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ricercatore sottolinea che la pirolisi catalitica potrebbe superare le sfide della raccolta meccanica della plastica in mare e sulle spiagge, consentendo il trattamento di quantità significative di rifiuti altamente eterogenei. In futuro, piccoli impianti di pirolisi installati nei porti potrebbero addirittura produrre carburanti per le imbarcazioni, utilizzando la plastica recuperata in mare. Questa prospettiva apre quindi la strada a soluzioni più sostenibili per la gestione dei rifiuti plastici, contribuendo inoltre al raggiungimento dell&#8217;obiettivo di un&#8217;economia circolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte: Il Sole 24 Ore</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La sostenibilità alimentare dell&#8217;UE: un passo verso il futuro ecologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 11:49:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una trasformazione benefica per l&#8217;ambiente e la salute umana sono un’urgenza. Il settore alimentare è uno dei principali responsabili dello sfruttamento eccessivo delle risorse del nostro pianeta. Questo problema richiede una riflessione immediata, poiché spesso i consumatori non sono consapevoli degli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una trasformazione benefica per l&#8217;ambiente e la salute umana sono un’urgenza.</p>
<p>Il settore alimentare è uno dei principali responsabili dello sfruttamento eccessivo delle risorse del nostro pianeta. Questo problema richiede una riflessione immediata, poiché spesso i consumatori non sono consapevoli degli impatti ambientali dei prodotti alimentari che acquistano. Gli scienziati e i ricercatori del settore stanno sollevando crescenti preoccupazioni in merito alla necessità di rivedere radicalmente la produzione e il consumo alimentare per sostenere la salute del pianeta.</p>
<p>Uno <strong>studio guidato dal Global Footprint Network </strong>ha analizzato la sostenibilità alimentare dell&#8217;Unione Europea (UE) e ha rivelato dati cruciali, quanto allarmanti. Il rapporto sottolinea l&#8217;urgenza di sviluppare <strong>politiche mirate a livello di produzione, consumo e approvvigionamento alimentare</strong> per affrontare le sfide ecologiche e sostenere gli obiettivi del Green Deal dell&#8217;UE e della strategia Farm to Fork.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il settore alimentare e l&#8217;ambiente</strong></p>
<p>Il settore alimentare esercita pressioni significative sugli ecosistemi globali, contribuendo al cambiamento dell&#8217;uso del suolo, all&#8217;esaurimento delle risorse idriche, all&#8217;inquinamento e alla perdita di biodiversità, oltre alle emissioni di gas serra. L&#8217;analisi dell&#8217;impronta ecologica dell&#8217;UE ha rivelato che il <strong>consumo alimentare rappresenta il 28-31% dell&#8217;impronta ecologica pro capite</strong> e utilizza oltre la metà della capacità biologica della regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Soluzioni per ridurre l&#8217;impronta alimentare</strong></p>
<p>Il rapporto identifica due misure chiave per <strong>ridurre l&#8217;impronta ecologica del cibo</strong>: la riduzione dello spreco alimentare e la diminuzione del consumo di carne bovina. Ridurre gli sprechi alimentari e favorire una transizione verso proteine meno impattanti dal punto di vista ambientale sono soluzioni che possono contribuire in modo significativo a questo obiettivo. In particolare, la riduzione del consumo di carne bovina, considerando le attuali pratiche di allevamento, può portare a miglioramenti sia per l&#8217;ambiente che per la salute umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dipendenza dalla produzione alimentare estera</strong></p>
<p>Inoltre, uno dei punti chiave emersi dallo studio è la dipendenza dell&#8217;UE dalla produzione alimentare esterna. Circa il <strong>25%</strong> <strong>della capacità biologica necessaria per sostenere la dieta dei residenti dell&#8217;UE proviene da Paesi terzi</strong>, rendendo i sistemi alimentari dell&#8217;UE vulnerabili, minacciando la sicurezza alimentare (come dimostrato anche dalla pandemia da Covid-19) e contribuendo ulteriormente, con i lunghi trasporti necessari, alle emissioni di carbonio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può dire che la sostenibilità alimentare inizi a tavola e per questo richiede azioni congiunte a livello di produzione, consumo e approvvigionamento. La transizione verso diete meno impattanti, la riduzione degli sprechi alimentari e un approvvigionamento più sostenibile sono passi fondamentali. È quindi essenziale conoscere ciò che finisce sulle nostre tavole, sin dalle sue origini.</p>
<p>Queste azioni non solo contribuiranno al benessere del pianeta, ma supporteranno anche il successo delle iniziative del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork. Inoltre, le lezioni apprese dalla sostenibilità alimentare dell&#8217;UE possono essere applicate globalmente per promuovere sistemi alimentari più sostenibili e resistenti. La sostenibilità inizia a tavola, ma i suoi benefici si estendono ben oltre.</p>
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		<title>Case Earthship: abitazioni sostenibili per un futuro eco-responsabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 11:14:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nostro mondo sempre più orientato verso la sostenibilità, l&#8217;architettura ecologica sta guadagnando terreno. Tra le varie soluzioni che emergono per affrontare le sfide ambientali, le case Earthship si distinguono come una delle opzioni più innovative e interessanti. Queste abitazioni uniche stanno conquistando sempre più appassionati dell&#8217;ecologia e coloro che desiderano vivere in modo più</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Nel nostro mondo sempre più orientato verso la sostenibilità, l&#8217;architettura ecologica sta guadagnando terreno. Tra le varie soluzioni che emergono per affrontare le sfide ambientali, le </span><b>case Earthship</b><span style="font-weight: 400;"> si distinguono come una delle opzioni più innovative e interessanti. Queste abitazioni uniche stanno conquistando sempre più appassionati dell&#8217;ecologia e coloro che desiderano vivere in modo più responsabile. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Cos&#8217;è una casa Earthship?</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le case Earthship sono un tipo di abitazione progettata per essere </span><b>sostenibile in modo completo e autonomo</b><span style="font-weight: 400;">. Questi edifici innovativi sono stati ideati dallo studioso e architetto Michael Reynolds negli anni &#8217;70 e sono progettati per sfruttare al massimo le risorse naturali disponibili.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Principi fondamentali delle case Earthship</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le case Earthship si basano su quattro principi fondamentali:</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Materiali riciclati</b></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Una delle caratteristiche distintive delle case Earthship è l&#8217;uso di materiali di recupero. Gomme da pneumatici vecchi, bottiglie di vetro, lattine, e persino vecchie lamiere vengono impiegate per costruire le pareti. Questi materiali, altrimenti destinati alla discarica, diventano componenti essenziali, offrendo un&#8217;alternativa ecologica ai materiali tradizionali.</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Raccolta e utilizzo dell&#8217;acqua piovana</b></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste case sono dotate di sistemi avanzati di raccolta dell&#8217;acqua piovana. La quale, una volta raccolta, viene utilizzata per scopi domestici, come il lavaggio, l&#8217;irrigazione e addirittura per il rifornimento dei serbatoi dell&#8217;acqua potabile. Questo approccio riduce la dipendenza dalle risorse idriche locali.</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Riscaldamento e raffreddamento passivo</b></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Grazie alla loro struttura e posizione, le case Earthship sfruttano il riscaldamento e il raffreddamento passivo. Le pareti massicce e l&#8217;uso di terreno come isolante contribuiscono a mantenere una temperatura interna stabile senza l&#8217;uso intensivo di sistemi di riscaldamento o raffreddamento meccanici.</span></p>
<ul>
<li aria-level="1"><b>Produzione di energia solare</b></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di case progettate per sfruttare al massimo l&#8217;energia solare. Pannelli solari fotovoltaici sono spesso installati sul tetto o integrati nella struttura stessa per generare energia pulita e rinnovabile per l&#8217;illuminazione e gli elettrodomestici.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Vantaggi delle case Earthship</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le case Earthship offrono numerosi vantaggi sia per l&#8217;ambiente che per i loro abitanti. </span><b>Riducono infatti l’impronta ecologica</b><span style="font-weight: 400;"> grazie all&#8217;uso di materiali riciclati e alla produzione di energia solare.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Inoltre, grazie ai sistemi di produzione energetica e di raccolta dell&#8217;acqua integrati, le case Earthship possono offrire un alto grado di </span><b>indipendenza energetica e idrica</b><span style="font-weight: 400;">, riducendo la dipendenza dalle risorse esterne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Mentre, il riscaldamento e il raffreddamento passivo sono estremamente </span><b>efficienti dal punto di vista energetico</b><span style="font-weight: 400;">, riducendo notevolmente i costi.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si tratta di case costruite per </span><b>durare </b><span style="font-weight: 400;">a lungo e </span><b>resistere </b><span style="font-weight: 400;">alle condizioni ambientali estreme, rendendole resistenti e ideali per climi difficili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vivere in una casa Earthship può ispirare uno stile di vita più consapevole dell&#8217;ambiente, più sostenibile. Promuovendo pratiche come il riciclo, il risparmio energetico e la conservazione dell&#8217;acqua.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il mondo si muove sempre più verso un</span><b> futuro eco-responsabile</b><span style="font-weight: 400;">, in cui le case Earthship rappresentano una soluzione all&#8217;avanguardia per affrontare le sfide ambientali attuali.</span></p>
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		<title>Le imprenditrici italiane innovative del 2023</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Oct 2023 08:59:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Diversi sono i contesti che continuano a confermare, numeri alla mano, che il merito di creare valore e lavoro per la collettività è genderless. Per supportare il percorso delle donne, è importante raccontare e divulgare storie di imprenditrici, ricercatrici, scienziate, che stanno apportando un contributo significativo all&#8217;economia e alla società italiana e possono essere di</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Diversi sono i contesti che continuano a confermare, numeri alla mano, che il merito di creare valore e lavoro per la collettività è genderless.</p>
<p>Per supportare il percorso delle donne, è importante raccontare e divulgare storie di imprenditrici, ricercatrici, scienziate, che stanno apportando un contributo significativo all&#8217;economia e alla società italiana e possono essere di ispirazione per tutte e tutti.</p>
<p>Progetti come <strong>GammaDonna</strong>, si propongono di rendere sempre meno rilevanti le differenze di genere, attraverso il percorso di empowerment e valorizzazione dell’imprenditoria femminile.</p>
<p>Le <strong>FAB50</strong>, annunciate dall’associazione, rappresentano le donne impegnate nel rendere l&#8217;economia più sostenibile, equa e inclusiva.</p>
<p>Le FAB50 si distinguono in diversi settori, compresa la moda sostenibile, l&#8217;utilizzo dell&#8217;intelligenza artificiale per migliorare le competenze di ascolto e comunicazione nelle organizzazioni e l&#8217;innovazione nelle aziende di famiglia. Queste imprenditrici affrontano le sfide attuali, come la creazione del primo ospedale virtuale e la gestione dei rifiuti pericolosi.</p>
<p>Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma anche di politiche di diversità e inclusione, responsabilità sociale d&#8217;impresa ed ESG. Le FAB50 creano fabbriche intelligenti e sostenibili e trasformano l&#8217;esperienza di acquisto digitale per garantire sicurezza nelle situazioni più vulnerabili.</p>
<p>Riconoscere e celebrare i loro successi significa promuovere e supportare la crescita delle donne nell&#8217;imprenditoria per uno sviluppo economico sostenibile. Nonostante gli sforzi, il Global Gender Gap Report 2023 ha mostrato che l&#8217;Italia presenta ancora disparità di genere nelle opportunità economiche.</p>
<p>Con la loro innovazione e l’impegno, le FAB50 rappresentano storie di successo e ispirazione per tutti, dimostrando che le donne possono essere agenti di cambiamento in tutti i settori.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Scelte alimentari per un futuro sostenibile e una dieta consapevole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 09:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta ambientale di tali alimenti lungo l&#8217;intera catena di produzione. Oltre a garantire una nutrizione equilibrata, è fondamentale considerare la qualità del suolo, la sicurezza alimentare, l&#8217;accessibilità economica, la biodiversità, l&#8217;uso dell&#8217;acqua e i cambiamenti climatici. La produzione alimentare è responsabile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta ambientale di tali alimenti lungo l&#8217;intera catena di produzione. Oltre a garantire una nutrizione equilibrata, è fondamentale considerare la qualità del suolo, la sicurezza alimentare, l&#8217;accessibilità economica, la biodiversità, l&#8217;uso dell&#8217;acqua e i cambiamenti climatici. </span><b>La produzione alimentare è responsabile di circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra</b><span style="font-weight: 400;">, rendendo evidente l&#8217;urgenza di adottare scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei principali fattori da considerare è lo </span><b>spreco alimentare</b><span style="font-weight: 400;">. Ogni anno, tonnellate di cibo vengono gettate, comportando uno </span><b>spreco di risorse</b><span style="font-weight: 400;"> come acqua ed energia, nonché l&#8217;</span><b>emissione di CO2 </b><span style="font-weight: 400;">nell&#8217;atmosfera.</span></p>
<p><b>Si stima che in Italia, ogni famiglia butti più di 600 grammi di cibo alla settimana</b><span style="font-weight: 400;">. Recuperare gli avanzi di cibo e utilizzarli per preparare nuovi piatti, come frittate, minestre o torte salate, è un modo per ridurre lo spreco e massimizzare l&#8217;utilizzo delle risorse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel perseguire una dieta sostenibile, è importante </span><b>ridurre il consumo di alimenti ad alta impronta di carbonio</b><span style="font-weight: 400;">, come la carne, e privilegiare i prodotti vegetali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo alcune scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>legumi </b><span style="font-weight: 400;">sono un&#8217;ottima scelta: oltre ad essere ricchi di proteine, vitamine, minerali e fibre, sono anche amici dell&#8217;ambiente. Ad esempio, legumi come fagioli, lenticchie e ceci, sono in grado di fissare l&#8217;azoto atmosferico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici e richiedono meno acqua per la loro coltivazione rispetto alla carne, contribuendo al risparmio idrico complessivo. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Vi sono poi </span><b>cavoli: </b><span style="font-weight: 400;">verdure altamente nutrienti, resistenti e che richiedono un dispendio contenuto di acqua ed energia per la loro coltivazione. Sono ricchi di vitamine, fibre, ferro, calcio e acidi grassi, offrendo un apporto nutrizionale completo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>melograni </b><span style="font-weight: 400;">sono alberi da frutto adattabili a diverse condizioni ambientali e richiedono una quantità variabile di acqua. La loro produzione è considerata sostenibile grazie alla loro resistenza e all&#8217;uso efficiente delle risorse. Inoltre, sono ricchi di nutrienti come vitamina C, potassio e antiossidanti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I cereali sono spesso considerati poco sostenibili. Tuttavia, genericamente, i </span><b>cereali integrali </b><span style="font-weight: 400;">sono fonti preziose di fibre e proteine e richiedono una bassa quantità d&#8217;acqua in rapporto al loro valore nutritivo. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre a queste scelte alimentari specifiche, ci sono anche</span><b> altre regole</b><span style="font-weight: 400;"> base da seguire ogni giorno: ridurre il consumo di cibi animali, preferire alimenti biologici, acquistare cibi locali e di stagione, limitare gli imballaggi e ridurre al minimo lo spreco alimentare sono tutte pratiche che possono contribuire a una dieta sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>dieta mediterranea</b><span style="font-weight: 400;">, che include una varietà di alimenti come frutta, verdura, cereali, legumi, pesce e olio d&#8217;oliva, è considerata una delle diete più sane e sostenibili. Anche le </span><b>diete vegetariana e vegana</b><span style="font-weight: 400;">, basate su alimenti vegetali, sono altamente sostenibili poiché riducono notevolmente l&#8217;impatto ambientale legato alla produzione di carne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche l</span><b>&#8216;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> promuove l&#8217;adozione di un&#8217;agricoltura sostenibile e di una dieta a basso impatto ambientale per porre fine alla fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare. Sostenere tali obiettivi attraverso</span><b> scelte alimentari consapevoli</b><span style="font-weight: 400;"> è un passo importante verso un futuro sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, scegliere alimenti con un basso impatto ambientale, ridurre lo spreco alimentare e preferire prodotti vegetali sono azioni che tutti possiamo intraprendere per contribuire a preservare le risorse del pianeta e promuovere la sostenibilità globale.</span></p>
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		<title>Slow Fashion: la moda che rispetta l&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 06:59:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Lo Slow Fashion è un movimento che promuove un modello di produzione sostenibile ed è un concetto diametralmente opposto al fast fashion. &#160; I suoi principi  Si basa così su quattro principi fondamentali: Qualità e durabilità. Lo Slow Fashion si oppone alla moda usa e getta, puntando sulla produzione di capi di abbigliamento di alta</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Lo </span><b>Slow Fashion</b><span style="font-weight: 400;"> è un movimento che promuove un modello di produzione sostenibile ed è un concetto diametralmente opposto al </span><a href="https://www.marziachiesa.it/fast-fashion-cose-e-quanto-inquina/"><span style="font-weight: 400;">fast fashion</span></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>I suoi principi </b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Si basa così su quattro principi fondamentali:</span></p>
<ul>
<li><b>Qualità e durabilità</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Slow Fashion si oppone alla moda usa e getta, puntando sulla produzione di capi di abbigliamento di alta qualità che siano fatti per durare nel tempo. Questo si traduce in materiali pregiati, artigianato accurato e attenzione ai dettagli, permettendo ai capi di essere utilizzati a lungo, fin anche di venire passati di generazione in generazione.</span></p>
<ul>
<li><b>Produzione etica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">È la moda che si impegna a garantire che i capi di abbigliamento siano prodotti in condizioni di lavoro sicure e dignitose. Ciò significa l&#8217;eliminazione dello sfruttamento e della discriminazione, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la promozione di salari equi. Le aziende Slow Fashion spesso si avvalgono di pratiche di produzione locali e trasparenti, riducendo così l&#8217;impatto ambientale del trasporto e incoraggiando la connessione tra produttori e consumatori.</span></p>
<ul>
<li><b>Riduzione dell&#8217;impatto ambientale</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">La moda “slow” si impegna a ridurre l&#8217;impatto ambientale attraverso la scelta di materiali sostenibili e processi di produzione responsabili. Ciò include l&#8217;utilizzo di tessuti organici, riciclati o a basso impatto ambientale, la riduzione degli sprechi e il riciclo dei materiali, nonché la riduzione dell&#8217;uso di sostanze chimiche dannose.</span></p>
<ul>
<li><b>Consumo Consapevole</b><span style="font-weight: 400;">.</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo Slow Fashion promuove un approccio consapevole all&#8217;acquisto dei capi di abbigliamento. Incoraggia a creare un guardaroba basato sulla propria personalità e stile individuale. Ciò significa fare scelte ponderate, acquistare indumenti di cui si è davvero innamorati e che si useranno a lungo termine, riducendo così il consumo e lo spreco.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>I benefici dello Slow Fashion</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;adesione allo Slow Fashion comporta numerosi benefici, sia per l&#8217;individuo che per l&#8217;ambiente: qualità e stile duraturi, minore impatto ambientale, sostenibilità economica nel lungo termine, etica e responsabilità, nonché espressione individuale. Abbracciare questo stile di vita significa prendere decisioni informate, scegliere capi di abbigliamento di alta qualità, prodotti eticamente e con un impatto ambientale ridotto. </span><b>È un invito a rallentare il ritmo e apprezzare il valore di ciò che indossiamo</b><span style="font-weight: 400;">. Scegliere lo Slow Fashion è una scelta che fa bene a noi stessi, alla società e all&#8217;ambiente che ci circonda.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><i>Out of topic</i></b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Queste tematiche le vedremo riprese anche la prossima settimana alla </span><b>Milano Fashion Week Settembre 2023</b><span style="font-weight: 400;">. Una settimana ricca di progetti, iniziative, talento e idee. In particolare, il </span><b>Fashion Hub di Camera Nazionale della Moda Italiana</b><span style="font-weight: 400;"> ospiterà un ricco programma di Educational Talks di approfondimento su </span><b>tematiche di sostenibilità, diversity, equity &amp; inclusion, media &amp; entertainment, artigianalità e cambiamenti culturali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 00:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[agreenbusinesslife]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare. La diffusione incontrollata di rifiuti plastici ha conseguenze devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana, e richiede una risposta globale e sistematica. In questo contesto è fondamentale agire in modo coordinato. Le stime sulla quantità di plastica presente nell&#8217;ambiente sono</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare. La diffusione incontrollata di rifiuti plastici ha conseguenze devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana, e richiede una risposta globale e sistematica. In questo contesto è fondamentale agire in modo coordinato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stime sulla quantità di plastica presente nell&#8217;ambiente sono sempre più precise. Uno studio recente ha rivelato che la </span><b>quantità di rifiuti plastici presenti negli oceani e nelle acque marine è in costante aumento</b><span style="font-weight: 400;">. Si stima che nei mari ci siano circa </span><b>171.000 miliardi di particelle di plastica</b><span style="font-weight: 400;">, la maggior parte delle quali sono microplastiche, con un peso totale di circa 2,3 milioni di tonnellate. Questo aumento può essere attribuito all&#8217;aumento della produzione e ai cambiamenti nella gestione dei rifiuti lungo la filiera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica ha gravi effetti sulla </span><b>salute ambientale</b><span style="font-weight: 400;">. Le microplastiche sono ormai presenti in tutte le catene alimentari degli ecosistemi, ma gli effetti che hanno sulla salute e sugli organismi sono ancora poco compresi. Uno studio condotto su due specie di uccelli marini ha evidenziato come </span><b>l&#8217;ingestione di microplastiche influenzi la composizione del microbioma intestinale</b><span style="font-weight: 400;">, con un aumento dei microrganismi patogeni e antibiotico-resistenti e una diminuzione dei microrganismi benefici. Questo fenomeno ha implicazioni significative per la salute delle specie selvatiche e potrebbe rappresentare un pericolo anche per la salute umana.</span></p>
<p><b>Al contrario, gli effetti dell&#8217;ingestione di microplastiche nell’uomo sono ancora in gran parte sconosciuti.</b><span style="font-weight: 400;"> Tuttavia, è noto che le microplastiche possono veicolare agenti patogeni e rilasciare sostanze chimiche tossiche nel corpo. Uno studio condotto dalla</span><b> Commissione Minderoo-Monaco </b><span style="font-weight: 400;">sulle plastiche e la salute umana ha evidenziato i rischi associati all&#8217;esposizione ai componenti chimici aggiunti alle materie plastiche, che possono causare, tra gli altri, problemi endocrini, nascite premature, difetti congeniti e malattie cardiovascolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per affrontare l&#8217;inquinamento da plastica, è necessario adottare </span><b>soluzioni sostenibili su vasta scala</b><span style="font-weight: 400;">. I paesi membri delle </span><b>Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> stanno negoziando un trattato vincolante per fermare l&#8217;inquinamento da plastica, ma ci sono sfide nel conciliare le diverse esigenze e interessi delle parti coinvolte. Nel frattempo, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite ha pubblicato un </span><b>rapporto intitolato &#8220;Turning off the tap&#8221;</b><span style="font-weight: 400;"> che sottolinea la necessità di un &#8220;cambiamento sistemico&#8221; che coinvolga tutto il ciclo di vita della plastica e promuova un&#8217;</span><b>economia circolare</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi ambientali e sociali dell&#8217;attuale modello lineare di produzione e smaltimento della plastica sono enormi, mentre la transizione verso un&#8217;economia circolare offrirebbe numerosi benefici economici, ambientali e sociali. Tuttavia, l&#8217;implementazione di misure vincolanti rimane un ostacolo, con alcuni Paesi e attori privati che cercano di evitare regolamentazioni obbligatorie. Vi è la necessità che i Paesi firmatari siano legalmente obbligati a mantenere gli impegni presi.</span></p>
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