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	<title>AMBIENTE Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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	<title>AMBIENTE Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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		<title>Sfide e Opportunità per la Mobilità Sostenibile in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 15:13:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mobilità sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mobilità sostenibile in Italia è al centro dell&#8217;attenzione a seguito del recente sondaggio Ipsos-Legambiente,</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/sfide-e-opportunita-per-la-mobilita-sostenibile-in-italia/">Sfide e Opportunità per la Mobilità Sostenibile in Italia</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La mobilità sostenibile in Italia è al centro dell&#8217;attenzione a seguito del recente sondaggio Ipsos-Legambiente, il quale ha esaminato gli stili di mobilità degli italiani. Mentre emerge un </span><b>lieve miglioramento nella mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">, </span><b>persiste la dipendenza dall&#8217;auto fossile</b><span style="font-weight: 400;">. A due mesi dal sondaggio, analizziamo gli aspetti chiave e le sfide, cercando di proiettarci verso soluzioni più sostenibili per il futuro.</span></p>
<p><b>Dati chiave</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sondaggio rivela che il </span><b>64% dei viaggi settimanali degli italiani avviene ancora a bordo di auto e moto di proprietà</b><span style="font-weight: 400;">, nonostante una leggera diminuzione rispetto all&#8217;anno precedente. Tuttavia, c&#8217;è un incoraggiante </span><b>aumento nell&#8217;uso medio dei mezzi pubblici e delle auto elettriche</b><span style="font-weight: 400;">, che è passato dall&#8217;11% al</span><b> 13%</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le città di Bologna e Milano si distinguono con il 49% e il 48% degli spostamenti sostenibili, mentre Napoli e Roma mostrano una percentuale più bassa, evidenziando una disparità nella mobilità sostenibile tra le città italiane.</span></p>
<p><b>La precarietà della mobilità: cause e conseguenze</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La situazione di precarietà nella mobilità è legata principalmente alla </span><b>limitata disponibilità del trasporto pubblico e alla scarsa accessibilità ai servizi di prossimità</b><span style="font-weight: 400;">. La distanza da strutture essenziali come scuole e strutture mediche è un ostacolo significativo all&#8217;adozione di alternative all&#8217;auto privata.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La carenza di trasporti pubblici, la mancanza di fermate convenienti e la scarsa offerta di servizi di sharing contribuiscono alla precarietà. Le difficoltà economiche delle famiglie, unite ai costi crescenti del carburante, sono ulteriori fattori che spingono gli italiani a rinunciare a opportunità di lavoro, studio e svago.</span></p>
<p><b>Mobilità elettrica: aspirazioni e ostacoli</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il sondaggio evidenzia l&#8217;importanza di promuovere la transizione verso veicoli elettrici. Circa il 50% dei cittadini desidera acquistare un&#8217;auto nuova, ma solo il </span><b>14% opta per veicoli elettrici</b><span style="font-weight: 400;">, mentre il </span><b>29% preferisce veicoli ibridi</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le principali motivazioni per scegliere veicoli a combustione interna sono il costo conveniente, una maggiore autonomia e la paura di non trovare stazioni di ricarica. D&#8217;altra parte, chi preferisce veicoli elettrici è motivato principalmente dalla riduzione dell&#8217;impatto ambientale.</span></p>
<p><b>Prospettive</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A due mesi dal sondaggio, è essenziale considerare </span><b>come affrontare queste sfide e promuovere una mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. Gli investimenti nella migliorata accessibilità ai servizi di prossimità, l&#8217;espansione del trasporto pubblico e l&#8217;installazione di stazioni di ricarica sono passi fondamentali.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Incentivare l&#8217;adozione di veicoli elettrici attraverso </span><b>agevolazioni </b><span style="font-weight: 400;">fiscali, </span><b>promuovere la consapevolezza</b><span style="font-weight: 400;"> ambientale e </span><b>migliorare l&#8217;infrastruttura</b><span style="font-weight: 400;"> sono chiavi per guidare la transizione verso una mobilità più sostenibile in Italia.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il cammino verso la mobilità sostenibile richiede una collaborazione tra istituzioni, aziende e cittadini. Solo attraverso sforzi congiunti possiamo garantire un futuro in cui gli italiani si muovano in modo sostenibile, riducendo l&#8217;impatto ambientale e migliorando la qualità della vita.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte &#8211; IPSOS</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
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		<title>La sostenibilità alimentare dell&#8217;UE: un passo verso il futuro ecologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Nov 2023 11:49:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/la-sostenibilita-alimentare-dellue-un-passo-verso-il-futuro-ecologico/">La sostenibilità alimentare dell&#8217;UE: un passo verso il futuro ecologico</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Affrontare le sfide ambientali legate al settore alimentare e offrire importanti soluzioni per promuovere una trasformazione benefica per l&#8217;ambiente e la salute umana sono un’urgenza.</p>
<p>Il settore alimentare è uno dei principali responsabili dello sfruttamento eccessivo delle risorse del nostro pianeta. Questo problema richiede una riflessione immediata, poiché spesso i consumatori non sono consapevoli degli impatti ambientali dei prodotti alimentari che acquistano. Gli scienziati e i ricercatori del settore stanno sollevando crescenti preoccupazioni in merito alla necessità di rivedere radicalmente la produzione e il consumo alimentare per sostenere la salute del pianeta.</p>
<p>Uno <strong>studio guidato dal Global Footprint Network </strong>ha analizzato la sostenibilità alimentare dell&#8217;Unione Europea (UE) e ha rivelato dati cruciali, quanto allarmanti. Il rapporto sottolinea l&#8217;urgenza di sviluppare <strong>politiche mirate a livello di produzione, consumo e approvvigionamento alimentare</strong> per affrontare le sfide ecologiche e sostenere gli obiettivi del Green Deal dell&#8217;UE e della strategia Farm to Fork.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il settore alimentare e l&#8217;ambiente</strong></p>
<p>Il settore alimentare esercita pressioni significative sugli ecosistemi globali, contribuendo al cambiamento dell&#8217;uso del suolo, all&#8217;esaurimento delle risorse idriche, all&#8217;inquinamento e alla perdita di biodiversità, oltre alle emissioni di gas serra. L&#8217;analisi dell&#8217;impronta ecologica dell&#8217;UE ha rivelato che il <strong>consumo alimentare rappresenta il 28-31% dell&#8217;impronta ecologica pro capite</strong> e utilizza oltre la metà della capacità biologica della regione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Soluzioni per ridurre l&#8217;impronta alimentare</strong></p>
<p>Il rapporto identifica due misure chiave per <strong>ridurre l&#8217;impronta ecologica del cibo</strong>: la riduzione dello spreco alimentare e la diminuzione del consumo di carne bovina. Ridurre gli sprechi alimentari e favorire una transizione verso proteine meno impattanti dal punto di vista ambientale sono soluzioni che possono contribuire in modo significativo a questo obiettivo. In particolare, la riduzione del consumo di carne bovina, considerando le attuali pratiche di allevamento, può portare a miglioramenti sia per l&#8217;ambiente che per la salute umana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dipendenza dalla produzione alimentare estera</strong></p>
<p>Inoltre, uno dei punti chiave emersi dallo studio è la dipendenza dell&#8217;UE dalla produzione alimentare esterna. Circa il <strong>25%</strong> <strong>della capacità biologica necessaria per sostenere la dieta dei residenti dell&#8217;UE proviene da Paesi terzi</strong>, rendendo i sistemi alimentari dell&#8217;UE vulnerabili, minacciando la sicurezza alimentare (come dimostrato anche dalla pandemia da Covid-19) e contribuendo ulteriormente, con i lunghi trasporti necessari, alle emissioni di carbonio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si può dire che la sostenibilità alimentare inizi a tavola e per questo richiede azioni congiunte a livello di produzione, consumo e approvvigionamento. La transizione verso diete meno impattanti, la riduzione degli sprechi alimentari e un approvvigionamento più sostenibile sono passi fondamentali. È quindi essenziale conoscere ciò che finisce sulle nostre tavole, sin dalle sue origini.</p>
<p>Queste azioni non solo contribuiranno al benessere del pianeta, ma supporteranno anche il successo delle iniziative del Green Deal europeo e della strategia Farm to Fork. Inoltre, le lezioni apprese dalla sostenibilità alimentare dell&#8217;UE possono essere applicate globalmente per promuovere sistemi alimentari più sostenibili e resistenti. La sostenibilità inizia a tavola, ma i suoi benefici si estendono ben oltre.</p>
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		<title>Scelte alimentari per un futuro sostenibile e una dieta consapevole</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 09:04:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/scelte-alimentari-per-un-futuro-sostenibile-e-una-dieta-consapevole/">Scelte alimentari per un futuro sostenibile e una dieta consapevole</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Una dieta sostenibile si basa su cibi sani e nutrienti, ma tiene anche conto dell&#8217;impronta ambientale di tali alimenti lungo l&#8217;intera catena di produzione. Oltre a garantire una nutrizione equilibrata, è fondamentale considerare la qualità del suolo, la sicurezza alimentare, l&#8217;accessibilità economica, la biodiversità, l&#8217;uso dell&#8217;acqua e i cambiamenti climatici. </span><b>La produzione alimentare è responsabile di circa un quarto di tutte le emissioni di gas serra</b><span style="font-weight: 400;">, rendendo evidente l&#8217;urgenza di adottare scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei principali fattori da considerare è lo </span><b>spreco alimentare</b><span style="font-weight: 400;">. Ogni anno, tonnellate di cibo vengono gettate, comportando uno </span><b>spreco di risorse</b><span style="font-weight: 400;"> come acqua ed energia, nonché l&#8217;</span><b>emissione di CO2 </b><span style="font-weight: 400;">nell&#8217;atmosfera.</span></p>
<p><b>Si stima che in Italia, ogni famiglia butti più di 600 grammi di cibo alla settimana</b><span style="font-weight: 400;">. Recuperare gli avanzi di cibo e utilizzarli per preparare nuovi piatti, come frittate, minestre o torte salate, è un modo per ridurre lo spreco e massimizzare l&#8217;utilizzo delle risorse.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Nel perseguire una dieta sostenibile, è importante </span><b>ridurre il consumo di alimenti ad alta impronta di carbonio</b><span style="font-weight: 400;">, come la carne, e privilegiare i prodotti vegetali. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Vediamo alcune scelte alimentari sostenibili.</span></p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>legumi </b><span style="font-weight: 400;">sono un&#8217;ottima scelta: oltre ad essere ricchi di proteine, vitamine, minerali e fibre, sono anche amici dell&#8217;ambiente. Ad esempio, legumi come fagioli, lenticchie e ceci, sono in grado di fissare l&#8217;azoto atmosferico, riducendo la necessità di fertilizzanti chimici e richiedono meno acqua per la loro coltivazione rispetto alla carne, contribuendo al risparmio idrico complessivo. </span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">Vi sono poi </span><b>cavoli: </b><span style="font-weight: 400;">verdure altamente nutrienti, resistenti e che richiedono un dispendio contenuto di acqua ed energia per la loro coltivazione. Sono ricchi di vitamine, fibre, ferro, calcio e acidi grassi, offrendo un apporto nutrizionale completo.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I </span><b>melograni </b><span style="font-weight: 400;">sono alberi da frutto adattabili a diverse condizioni ambientali e richiedono una quantità variabile di acqua. La loro produzione è considerata sostenibile grazie alla loro resistenza e all&#8217;uso efficiente delle risorse. Inoltre, sono ricchi di nutrienti come vitamina C, potassio e antiossidanti.</span></li>
<li style="font-weight: 400;" aria-level="1"><span style="font-weight: 400;">I cereali sono spesso considerati poco sostenibili. Tuttavia, genericamente, i </span><b>cereali integrali </b><span style="font-weight: 400;">sono fonti preziose di fibre e proteine e richiedono una bassa quantità d&#8217;acqua in rapporto al loro valore nutritivo. </span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: 400;">Oltre a queste scelte alimentari specifiche, ci sono anche</span><b> altre regole</b><span style="font-weight: 400;"> base da seguire ogni giorno: ridurre il consumo di cibi animali, preferire alimenti biologici, acquistare cibi locali e di stagione, limitare gli imballaggi e ridurre al minimo lo spreco alimentare sono tutte pratiche che possono contribuire a una dieta sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>dieta mediterranea</b><span style="font-weight: 400;">, che include una varietà di alimenti come frutta, verdura, cereali, legumi, pesce e olio d&#8217;oliva, è considerata una delle diete più sane e sostenibili. Anche le </span><b>diete vegetariana e vegana</b><span style="font-weight: 400;">, basate su alimenti vegetali, sono altamente sostenibili poiché riducono notevolmente l&#8217;impatto ambientale legato alla produzione di carne.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Anche l</span><b>&#8216;Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> promuove l&#8217;adozione di un&#8217;agricoltura sostenibile e di una dieta a basso impatto ambientale per porre fine alla fame nel mondo e garantire la sicurezza alimentare. Sostenere tali obiettivi attraverso</span><b> scelte alimentari consapevoli</b><span style="font-weight: 400;"> è un passo importante verso un futuro sostenibile.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">In conclusione, scegliere alimenti con un basso impatto ambientale, ridurre lo spreco alimentare e preferire prodotti vegetali sono azioni che tutti possiamo intraprendere per contribuire a preservare le risorse del pianeta e promuovere la sostenibilità globale.</span></p>
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		<title>Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</title>
		<link>https://www.marziachiesa.it/sconfiggere-linquinamento-da-plastica-verso-soluzioni-sostenibili/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 00:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/sconfiggere-linquinamento-da-plastica-verso-soluzioni-sostenibili/">Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare. La diffusione incontrollata di rifiuti plastici ha conseguenze devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana, e richiede una risposta globale e sistematica. In questo contesto è fondamentale agire in modo coordinato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stime sulla quantità di plastica presente nell&#8217;ambiente sono sempre più precise. Uno studio recente ha rivelato che la </span><b>quantità di rifiuti plastici presenti negli oceani e nelle acque marine è in costante aumento</b><span style="font-weight: 400;">. Si stima che nei mari ci siano circa </span><b>171.000 miliardi di particelle di plastica</b><span style="font-weight: 400;">, la maggior parte delle quali sono microplastiche, con un peso totale di circa 2,3 milioni di tonnellate. Questo aumento può essere attribuito all&#8217;aumento della produzione e ai cambiamenti nella gestione dei rifiuti lungo la filiera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica ha gravi effetti sulla </span><b>salute ambientale</b><span style="font-weight: 400;">. Le microplastiche sono ormai presenti in tutte le catene alimentari degli ecosistemi, ma gli effetti che hanno sulla salute e sugli organismi sono ancora poco compresi. Uno studio condotto su due specie di uccelli marini ha evidenziato come </span><b>l&#8217;ingestione di microplastiche influenzi la composizione del microbioma intestinale</b><span style="font-weight: 400;">, con un aumento dei microrganismi patogeni e antibiotico-resistenti e una diminuzione dei microrganismi benefici. Questo fenomeno ha implicazioni significative per la salute delle specie selvatiche e potrebbe rappresentare un pericolo anche per la salute umana.</span></p>
<p><b>Al contrario, gli effetti dell&#8217;ingestione di microplastiche nell’uomo sono ancora in gran parte sconosciuti.</b><span style="font-weight: 400;"> Tuttavia, è noto che le microplastiche possono veicolare agenti patogeni e rilasciare sostanze chimiche tossiche nel corpo. Uno studio condotto dalla</span><b> Commissione Minderoo-Monaco </b><span style="font-weight: 400;">sulle plastiche e la salute umana ha evidenziato i rischi associati all&#8217;esposizione ai componenti chimici aggiunti alle materie plastiche, che possono causare, tra gli altri, problemi endocrini, nascite premature, difetti congeniti e malattie cardiovascolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per affrontare l&#8217;inquinamento da plastica, è necessario adottare </span><b>soluzioni sostenibili su vasta scala</b><span style="font-weight: 400;">. I paesi membri delle </span><b>Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> stanno negoziando un trattato vincolante per fermare l&#8217;inquinamento da plastica, ma ci sono sfide nel conciliare le diverse esigenze e interessi delle parti coinvolte. Nel frattempo, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite ha pubblicato un </span><b>rapporto intitolato &#8220;Turning off the tap&#8221;</b><span style="font-weight: 400;"> che sottolinea la necessità di un &#8220;cambiamento sistemico&#8221; che coinvolga tutto il ciclo di vita della plastica e promuova un&#8217;</span><b>economia circolare</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi ambientali e sociali dell&#8217;attuale modello lineare di produzione e smaltimento della plastica sono enormi, mentre la transizione verso un&#8217;economia circolare offrirebbe numerosi benefici economici, ambientali e sociali. Tuttavia, l&#8217;implementazione di misure vincolanti rimane un ostacolo, con alcuni Paesi e attori privati che cercano di evitare regolamentazioni obbligatorie. Vi è la necessità che i Paesi firmatari siano legalmente obbligati a mantenere gli impegni presi.</span></p>
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		<title>Batterie litio-aria: una nuova strada per la mobilità sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 10:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La batteria litio-aria è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>batteria litio-aria</b><span style="font-weight: 400;"> è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Chemistry e potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella </span><b>riduzione delle emissioni nel settore della mobilità elettrica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La batteria litio-aria è considerata una promettente alternativa alle batterie tradizionali, ma finora ha presentato alcune criticità, in particolare nella fase di ricarica, che si è rivelata lenta ed energeticamente dispendiosa. La ricerca, condotta dall&#8217;Università di Pisa, si è focalizzata sullo studio dei mediatori chimici utilizzati nella ricarica di queste batterie, al fine di identificare quelli che consentirebbero una ricarica più rapida ed efficiente dal punto di vista energetico. Nuovi meccanismi cinetici e mediatori per ottenere una ricarica veloce ed efficiente.</span></p>
<p><b>Le implicazioni di questa ricerca per il futuro sono significative</b><span style="font-weight: 400;">. Prestazioni ottimali con un </span><b>minor impatto ambientale</b><span style="font-weight: 400;">, un grande passo avanti per la </span><b>mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. La tecnologia delle batterie litio-aria offrirebbe un&#8217;alternativa più sostenibile alle batterie attualmente disponibili, utilizzando materiali meno critici e facilmente riciclabili. Inoltre, si potrebbero ridurre gli impatti ambientali associati allo smaltimento delle batterie stesse, contribuendo così alla chiusura del loro ciclo di vita e alla promozione della</span><b> circolarità dei materiali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, è giusto sottolineare che si tratta solo di un primo passo in questa direzione e sono ancora necessari ulteriori sviluppi e ottimizzazioni per raggiungere il pieno potenziale di questa nuova generazione di batterie. Come specificato dagli studiosi: sono ancora necessari ulteriori sforzi per rendere questa tecnologia una realtà pratica. Sfide legate alla conduzione elettrica, alla solubilità dell&#8217;ossigeno all&#8217;interno delle batterie e alla purezza dell&#8217;aria necessaria per il loro corretto funzionamento. </span></p>
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		<title>Aziende e diritti umani: la sfida della sostenibilità d&#8217;impresa non è rinviabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jul 2023 09:31:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il recente voto al Parlamento europeo per una nuova Direttiva relativa al dovere di diligenza</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il recente voto al Parlamento europeo per una nuova Direttiva relativa al dovere di diligenza delle imprese in materia di diritti umani e ambientali segna un importante passo avanti verso la responsabilizzazione delle aziende per i danni causati a persone, comunità e ambiente. Tuttavia, nonostante i progressi fatti, c&#8217;è ancora molta strada da percorrere.</p>
<p><strong>La nuova misura mira a rendere le imprese legalmente responsabili dei danni causati sia direttamente che lungo tutta la catena di produzione</strong>. L’obiettivo è quello di indurre le aziende a valutare i rischi e ad adottare misure per prevenire, mitigare e rimediare agli impatti negativi da queste causati. La direttiva è in linea con il <strong>Green Deal europeo</strong>, che mira a migliorare la sostenibilità non solo all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea, ma anche al di là dei suoi confini.</p>
<p>Nonostante l&#8217;estensione dell&#8217;ambito di applicazione della normativa a un maggior numero di aziende, ancora solo una piccola percentuale delle imprese europee ne verrebbe coinvolta. Inoltre, l&#8217;onere di provare i danni e le violazioni rimane a carico delle vittime, contrastando il concetto stesso di <strong>due diligence aziendale</strong>. Questo compromesso politico, sebbene rappresenti un primo passo verso regole comuni, non garantisce un pieno accesso alla giustizia per le vittime.</p>
<p>Un recente <strong>sondaggio condotto da Oxfam e Collectibus</strong> ha analizzato l&#8217;approccio delle aziende italiane alla tutela dei diritti umani. I risultati indicano che ancora quasi un terzo delle aziende del paese non presta sufficiente attenzione al rischio di violazioni legate alla propria attività. Sebbene il 70% delle aziende si dichiari attento al tema, c&#8217;è ancora poca <strong>consapevolezza </strong>riguardo alle risorse impiegate, ai metodi utilizzati per l&#8217;analisi e alle politiche adottate lungo la filiera di produzione.</p>
<p>Solo il <strong>12%</strong> delle aziende ha adottato strumenti e processi di due diligence, e solo il <strong>26% </strong>ha una policy aggiornata in termini di diritti umani. Inoltre, il dato preoccupante riguarda la funzione aziendale preposta al tema, con il <strong>61%</strong> che indica le risorse umane come responsabili e solo l&#8217;<strong>1%</strong> che coinvolge il dipartimento acquisti. Questo suggerisce che l&#8217;attenzione all&#8217;ambito dei diritti umani sia ancora limitata al perimetro aziendale interno, trascurando il rischio di violazioni nelle filiere di produzione. Tuttavia,<strong> l&#8217;indagine ha evidenziato che molte aziende sentono la necessità di informazione, formazione e sensibilizzazione dei dipendenti e del management in materia di diritti umani</strong>. Inoltre, molte imprese stanno iniziando a richiedere un supporto specializzato per gestire in modo strutturato questa materia di importanza fondamentale.</p>
<p>È importante promuovere una <strong>maggiore sostenibilità sociale </strong>nelle aziende, per contribuire alla costruzione di un mondo meno disuguale e affrontare la sfida della sostenibilità d&#8217;impresa. È altresì fondamentale, avere una <strong>visione d’insieme</strong> della strada da percorrere.</p>
<p>La nuova Direttiva europea rappresenta un passo importante, ma è necessario che le aziende continuino ad impegnarsi, assumendosi la responsabilità del proprio impatto, e ad agire con diligenza, per proteggere i diritti umani e l&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Giornata mondiale della biodiversità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 May 2023 08:56:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La giornata mondiale della biodiversità è una celebrazione importante che ci invita a riflettere su</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La giornata mondiale della biodiversità è una celebrazione importante che ci invita a riflettere su quanto sia preziosa la natura e sulla necessità di preservare la diversità biologica del nostro pianeta. Tuttavia, nonostante i numerosi sforzi delle organizzazioni ambientaliste, la biodiversità continua a essere minacciata da molteplici fattori.</p>
<p>Uno dei principali problemi che stiamo affrontando è la <strong>perdita di habitat naturali</strong>. La deforestazione, l&#8217;urbanizzazione e l&#8217;agricoltura intensiva stanno distruggendo gli ecosistemi e causando la scomparsa di numerose specie animali e vegetali. Inoltre, il<strong> cambiamento climatico</strong> sta avendo un impatto sempre più significativo sulla biodiversità. Le temperature sempre più elevate, l&#8217;innalzamento del livello del mare e i fenomeni meteorologici estremi stanno alterando gli equilibri ecologici e mettendo a rischio la sopravvivenza di molte specie.</p>
<p>Per <strong>proteggere la biodiversità</strong>, dovremmo agire su diversi fronti.</p>
<p>Una prima soluzione è quella di<strong> ridurre il nostro impatto sull&#8217;ambiente</strong>, ad esempio sfruttando meno risorse naturali, riducendo i rifiuti e promuovendo l&#8217;utilizzo di energie rinnovabili.</p>
<p>Occorre poi sostenere la <strong>conservazione degli habitat naturali e delle aree protette</strong>, promuovendo la <strong>riqualificazione urbana</strong> e l&#8217;<strong>agricoltura sostenibile</strong>.</p>
<p>Ma anche, incoraggiare il <strong>cambiamento delle nostre abitudini di consumo</strong>, scegliendo <strong>prodotti eco-friendly e sostenibili</strong>, supportando le aziende che si impegnano nella protezione dell&#8217;ambiente e riducendo l&#8217;utilizzo di prodotti chimici nocivi.</p>
<p>La giornata mondiale della biodiversità ci invita a riflettere sulla nostra responsabilità nei confronti della natura e sulla necessità di agire per proteggere la diversità biologica del nostro pianeta. Ognuno di noi può fare la differenza con piccoli gesti quotidiani, contribuendo a costruire un futuro più sostenibile e rispettoso dell&#8217;ambiente.</p>
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		<title>Stop alla plastica monouso in Italia: siamo davvero ad un punto di svolta?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2022 17:36:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È scattato anche in Italia, da venerdì 14 gennaio, il decreto che recepisce la direttiva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È scattato anche in Italia, da venerdì 14 gennaio, il decreto che recepisce la <strong>direttiva europea SUP</strong> “<strong>Single Use Plastic</strong>” (in vigore dal 3 luglio 2021), che ha l’obiettivo di ridurre l’uso della plastica monouso e limitarne la dispersione nell&#8217;ambiente.</p>
<p>La questione ambientale riguarda l’inquinamento dell’aria, del suolo e soprattutto dei mari e la direttiva costituisce una pietra miliare per la difesa dei mari e di tutto l’<strong>ambiente</strong>.</p>
<p>Con 6 mesi di ritardo, anche l’Italia abolisce i prodotti in plastica usa-e-getta come piatti, contenitori per alimenti, cannucce, posate, cottonfioc, pena <strong>sanzioni </strong>che vanno da 2.500 a 25 mila euro.</p>
<p>Il problema principale non è la plastica in sé, ma la logica del monouso.</p>
<p>Il decreto promuove anche l’utilizzo di prodotti alternativi con<strong> campagne di sensibilizzazione</strong> e <strong>regole per lo smaltimento</strong>, nonché agevolazioni per le aziende che facevano uso di plastiche, sotto forma di credito d’imposta, per i prossimi 3 anni.</p>
<p>Un passo avanti sì, ma anche (così come è scaturito da <a href="https://www.marziachiesa.it/cop26-tutto-quello-che-ce-da-sapere/"><u>Cop26</u></a>) l’ennesimo caso in cui l’obiettivo di realizzare una transizione ecologica di industria e consumi, deve confrontarsi con la ragion pratica dell’economia.</p>
<p>Parliamo di numeri.</p>
<p>L’Italia è tra i leader continentali nel settore delle <strong>plastiche</strong>. Una filiera che comprende circa 10.000 aziende, per un totale di circa 162.000 occupati e un giro d’affari da 32 miliardi di euro.</p>
<p>Ma l’Italia è anche il paese che produce più <strong>bioplastica </strong>a livello europeo, con circa 110.000 tonnellate annue, 2.800 addetti che lavorano in 280 aziende che sviluppano un mercato da 815 milioni di euro.</p>
<p>La logica di pensiero del nostro Paese è quella di tenere insieme le esigenze di <strong>industria </strong>ed<strong> ecologia</strong>, andando a proporre una modifica alla normativa. Una scelta che potrebbe però mettere l’Italia contro la Commissione europea, con la relativa procedura di infrazione.</p>
<p>Rispetto a quanto previsto dalla direttiva UE (che comunque lascia alcuni margini interpretativi), nella versione italiana del testo è prevista la commercializzazione di prodotti monouso realizzati in materiale biodegradabile e compostabile, purché certificati conformi allo standard europeo.</p>
<p>Il recepimento italiano prevede il ricorso alle <strong>soluzioni biodegradabili e compostabili</strong> solo in alcuni casi specifici: quando l’uso di alternative riutilizzabili non sia possibile o queste non offrano adeguate garanzie di igiene e sicurezza e soprattutto quando le alternative riutilizzabili abbiano un <strong>impatto ambientale </strong>peggiore delle soluzioni biodegradabili e compostabili.</p>
<p>Il <strong>presidente di Legambiente Stefano Ciafani </strong>ha dichiarato: «Per combattere lo strapotere dell’usa-e-getta in plastica è importante puntare su tre azioni: favorire una drastica e concreta riduzione attraverso un’applicazione efficace della direttiva; sensibilizzare le persone ad adottare comportamenti e stili di vita più sostenibili ricordando che la dispersione di plastica nell’ambiente può causare seri danni anche alla biodiversità». La direttiva infatti non porterà mai ai risultati attesi se i consumatori non vengono adeguatamente informati sulla presenza di plastica nei prodotti e sulle corrette modalità di smaltimento.</p>
<p>E ancora: «Infine, è fondamentale promuovere una filiera industriale che punti sempre più sulla chimica verde e sui materiali compostabili, laddove non è possibile escludere i prodotti monouso».</p>
<p>Ora bisogna attendere la posizione ufficiale dell’Unione Europea.</p>
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		<title>COP26: tutto quello che c’è da sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Dec 2021 18:28:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo sostenibile]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A un mese dalla conclusione della 26esima Conferenza delle Parti sul Cambiamento Climatico delle Nazioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>A un mese dalla conclusione della 26esima <strong>Conferenza delle Parti sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite </strong>(<strong>COP26</strong>), l&#8217;appuntamento più importante degli ultimi anni sui cambiamenti climatici, si prende coscienza degli impegni presi e del lavoro da svolgere. Tutti insieme.</p>
<p>Un evento storico indubbiamente, quanto controverso, che ha riunito oltre 30.000 delegati, tra cui Capi di Stato, esperti climatici e attivisti, per concordare un <strong>piano d’azione </strong>coordinato per la <strong>salvaguardia dell’ambiente</strong>.</p>
<p>Per ottenere risultati concreti, tutti i Paesi dovranno impegnarsi nella riduzione della <strong>deforestazione</strong>, accelerare la <strong>transizione ecologica</strong>, abbandonando le fonti fossili e investendo in quelle <strong>rinnovabili</strong>.</p>
<p>Quattro i grandi obiettivi da perseguire:</p>
<ol>
<li><strong>Azzerare le emissioni nette a livello globale e limitare l’aumento delle temperature 1,5 °C entro il 2050</strong>.</li>
<li><strong>Salvaguardare gli ecosistemi e le comunità umane nei luoghi dove il cambiamento climatico ha e avrà un maggior impatto </strong></li>
<li><strong>Finanziare attività e progetti per il rispetto ambientale</strong>. Per raggiungere i primi due obiettivi, i Paesi sviluppati devono mantenere l’impegno di mobilitare almeno 100 miliardi di dollari l’anno in <strong>finanziamenti per il clima</strong> entro il 2030.</li>
<li><strong>Cooperare tra</strong> <strong>Stati</strong>.</li>
</ol>
<p>Cosa è stato raggiunto?</p>
<p>Significativi sono gli impegni globali presi, come quello sulla deforestazione, sulla trasparenza del reporting delle emissioni, sulla revisione annuale (anziché quinquennale) dei Nationally Determined Contributions (NDC) per la neutralità carbonica.</p>
<p>Di contro, è forse mancato il coraggio di attuare misure più drastiche per contenere il riscaldamento globale: il documento finale della COP26, infatti, invita e non vincola i Paesi ad adottare fonti energetiche rinnovabili e a ridurre la presenza di centrali a carbone e di sussidi alle fonti fossili, né ha strutturato un piano centralizzato per tutti.</p>
<p>Si è sicuramente segnato un salto di qualità nella presa di coscienza della crisi climatica, ma ci si aspettava di più.</p>
<p>Tanti i grandi protagonisti che hanno animato il dibattito, anche la <strong>Regina Elisabetta di Inghilterra</strong>, che è intervenuta rivolgendosi ai leader della Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Glasgow in un videomessaggio.</p>
<p>«<em>Non è più il tempo delle parole, ma il tempo dell&#8217;azione per affrontare la minaccia dei cambiamenti climatici</em>» ha detto. A farle eco, <strong>Boris Johnson</strong>, Primo ministro del<strong> Regno Unito</strong>, che ha aperto il Convegno dichiarando: «<em>La meta è vicina ma dobbiamo essere più ambiziosi</em>».</p>
<p>A questo scopo, proprio la presidenza britannica ha redatto il <strong>documento finale della Cop26</strong> &#8211; che si allinea agli obiettivi dell&#8217;<strong>Accordo di Parigi </strong>sulla riduzione delle emissioni di gas serra &#8211; invitando i Paesi a &#8220;rivisitare e rafforzare&#8221; i target di riduzione delle emissioni per il 2030 nei loro piani d&#8217;azione nazionali.</p>
<p>Il documento esorta inoltre a definire piani e politiche entro la fine del prossimo anno per <strong>ridurre le emissioni di anidride carbonica</strong> del 45% al 2030 e raggiungere le <strong>zero emissioni </strong>nette entro la metà del secolo e ai Paesi sviluppati di almeno raddoppiare i finanziamenti per il clima per aiutare i Paesi in via di sviluppo ad adattarsi ai cambiamenti climatici.</p>
<p>A segnare <a href="https://ukcop26.org/it/gli-obiettivi-della-cop26/">questa edizione</a> di COP26 è stato poi l’inatteso <strong>accordo tra Stati Uniti e Cina</strong>, primi Paesi emettitori di gas serra al mondo.</p>
<p>La Cina, in particolare, ha detto sì a un mercato globale delle emissioni di carbonio, uno degli obiettivi del vertice di Glasgow. <strong>John Kerry</strong>, inviato del presidente <strong>Biden</strong> per il clima, ha detto che Usa e Cina conservano le rispettive distanze, ma sulla lotta al cambiamento climatico “<em>non hanno scelta</em>” se non collaborare.</p>
<p>Ciò che è emerso in generale, dunque, è che questo decennio sarà determinante per il futuro del <strong>Pianeta</strong>, perché rappresenta l’ultima possibilità per l’umanità di agire prima che sia troppo tardi.</p>
<p>Solo rafforzando la collaborazione tra i governi, le imprese e le cittadinanze sarà possibile <strong>vincere la sfida della crisi climatica </strong>per garantire alle generazioni future modelli sostenibili di produzione e di consumo e una società inclusiva, equa ed etica.</p>
<p>È una questione di visione: è importante affrontare questa transizione come opportunità di sviluppo. Un ecosistema protetto, sostenibile e resiliente è in grado di produrre più ricchezza e reddito di un ecosistema insicuro e debole.</p>
<p>In questo scenario, il ruolo dell’imprenditore risulta essere centrale, nella realizzazione di <a href="https://www.marziachiesa.it/category/economia-circolare/">modelli di business sostenibili</a> che mantengano l’equilibrio tra sviluppo economico, equità sociale ed ecosistemi.</p>
<p>Mi rende particolarmente fiduciosa il ruolo dirompente che sta avendo la nuova generazione di giovani e giovanissimi, cosciente delle conseguenze che le azioni di oggi avranno sul loro futuro e attivi e coraggiosi nel far sentire la propria voce, riscuotendo in maniera importante l’attenzione dei media.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/cop26-tutto-quello-che-ce-da-sapere/">COP26: tutto quello che c’è da sapere</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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		<title>Milano si aggiudica l’Earthshot Prize</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 16:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande successo per la città di Milano, che lo scorso 17 Ottobre si è aggiudicata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per la <strong>città di Milano</strong>, che lo scorso 17 Ottobre si è aggiudicata l’<strong>Earthshot Prize</strong>, un prestigioso riconoscimento internazionale che premia le migliori soluzioni per proteggere l&#8217;<strong>ambiente</strong>.</p>
<p>Ad annunciare la vittoria è stato dall&#8217;Alexandra Palace di Londra il <strong>Principe William</strong>, alla presenza della moglie <strong>Kate Middleton</strong>, dopo la valutazione di un comitato di esperti internazionale che ha scelto Milano tra oltre 700 iniziative candidate da tutto il mondo.</p>
<p>Il progetto, vincitore della <strong>categoria “Un mondo senza sprechi”</strong>, si chiama <strong>Food Policy </strong>ed è una delle eredità di Expo 2015 che si basa sull’idea di rendere più sostenibile il sistema alimentare milanese.</p>
<p>In che modo? Torniamo a qualche anno fa. Nel 2017, <strong>Comune di Milano</strong> e <strong>Fondazione Cariplo &#8211; </strong>in collaborazione con <strong>Politecnico di Milano</strong>,<strong> Assolombarda </strong>e il <strong>Programma QuBì &#8211; </strong>hanno siglato un accordo per la definizione e l’adozione di una propria Food Policy, con l’obiettivo di delineare una visione condivisa sul futuro rapporto della città con il cibo e definire alcune azioni chiave per attuarla, valorizzando il <strong>tema dell’alimentazione</strong>.</p>
<p>Al fine di creare valore condiviso per la cittadinanza, sono stati quindi creati degli <strong>Hub di quartiere </strong>(Isola, Gallaratese e Lambrate) contro lo <strong>spreco alimentare</strong>, che permettono di salvare quotidianamente migliaia di tonnellate di cibo al mese, assicurando flussi di pasti equivalenti grazie al contributo di supermercati, mense aziendali e altri enti del Terzo settore.</p>
<p>Un progetto che permette così di sviluppare un<strong> sistema alimentare </strong>in grado di garantire <a href="https://www.marziachiesa.it/l-agricoltura-di-precisione-un-approccio-moderno-e-sostenibile-nella-coltivazione-4-0/"><strong>cibo sano</strong></a> e <strong>acqua potabile</strong> in quantità sufficiente e accessibile a tutti, in un’ottica di equità, resilienza e sostenibilità articolata nelle sue componenti sociali, economiche e ambientali.</p>
<p>La vincita dell’<a href="https://earthshotprize.org/"><strong>Earthshot Prize</strong></a>, con un valore pari a 1,17 milioni di euro, darà la possibilità di potenziare sempre più questi Hub e aprirne di nuovi garantendone la <strong>sostenibilità </strong>sul lungo periodo e di replicare questa virtuosa buona pratica nella rete delle città che lavorano con Milano sulle Food policy.</p>
<p>Un esempio virtuoso di come istituzioni e stakeholder possono promuove in sinergia processi di corresponsabilizzazione degli attori del sistema alimentare attraverso una cultura partecipativa che abbia un carattere inclusivo.</p>
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