Con il decreto ministeriale 22 dicembre 2017 sono state approvate le linee guida per lo sviluppo dell’agricoltura di precisione in Italia.

Il precision farming, compare negli USA per la prima volta negli anni 70’, ed è una tra le più importanti rivoluzioni agricole dei nostri tempi, complice anche lo sviluppo e l’affiancamento di tecnologie sempre più avanzate e performanti.

Aumentare la sostenibilità del modello agricolo attraverso l’innovazione è una delle sfide più importanti del prossimo futuro per molti Paesi, anche e soprattutto per l’Italia che punta ad incrementare le produzioni agricole di qualità e allo stesso tempo tutelare l’ambiente.

L’esigenza di migliorare la produttività, la competitività e le prestazioni ambientali non riguarda solo aspetti economici: con circa 805 milioni di persone nel mondo che soffrono di malnutrizione cronica, l’Europa ha sicuramente l’obbligo morale di ottimizzare la produzione agricola rafforzandola e di farlo nel modo più sostenibile possibile.

Anche per questo motivo il Ministero delle Politiche Agricole già nel settembre 2015 ha nominato un apposito Gruppo di Lavoro con l’obiettivo di approfondire le tematiche relative alle nuove tecnologie applicate in agricoltura ed individuare le azioni per promuovere l’innovazione nell’agritech nel breve e medio periodo. Il Gruppo di Lavoro, del quale sono stati chiamati a far parte anche rappresentati dei principali enti di ricerca nazionali, sotto il coordinamento del Ministero e con il supporto del CREA (Consiglio per la Ricerca in agricoltura e l’analisi in Economia Agraria), si è posto l’obiettivo di fotografare lo stato di diffusione del processo innovativo nell’agricoltura italiana e creare le basi per uno sviluppo ulteriore nel prossimo futuro.

Il tutto nella convinzione che il futuro dell’agricoltura passi attraverso il crescente utilizzo delle nuove tecnologie che ne assicurano la competitività nel rispetto dell’ambiente. L’obiettivo dichiarato è arrivare ad una gestione “di precisione” del 10% della Sau (Superficie Agricola Utilizzata) entro la fine del 2021, partendo da un 1%. Un obiettivo che risponde a precise esigenze connesse alla minaccia dei cambiamenti climatici, ad un quadro normativo e un pressing dei consumatori che spingono verso la sostenibilità, intesa come riduzione degli input produttivi e maggiore tutela dell’ambiente.

Insomma, dovremo produrre di più con meno.

Proprio da queste considerazioni parte il documento “Linee guida per lo sviluppo dell’Agricoltura di precisione”, che sottolinea come il precision farming offra potenziali benefici per le aziende agricole sia in termini economici sia ecologici.

Ma cosa si intende con “agricoltura di precisione”?

Una serie di strategie e strumenti che permettono di ottimizzare e aumentare qualità e produttività del suolo attraverso interventi mirati. Viene chiamata “di precisione” proprio perché, grazie a moderni strumenti, è possibile intervenire nel posto giusto e al momento giusto, rispondendo alle esigenze specifiche di quella coltura, in quella precisa frazione di terreno.