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	<title>ECONOMIACIRCOLARE Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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	<title>ECONOMIACIRCOLARE Archivi &#8212; Marzia Chiesa</title>
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		<title>7 falsi miti sul riutilizzo: un dibattito europeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Mar 2024 16:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Da quando la Commissione europea ha presentato la bozza di regolamento sugli imballaggi, conosciuta come <a href="https://economiacircolare.com/regolamento-imballaggi-ppwr-nel-vivo/" target="_blank" rel="noopener">Packaging and Packaging Waste Regulation</a> (PPWR), il dibattito sull&#8217;economia circolare è diventato un campo di battaglia tra sostenitori del riutilizzo e del riciclo. In questa discussione accesa, emergono diversi equivoci sul riutilizzo che meritano di essere chiariti. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Prendendo spunto dalle argomentazioni dell&#8217;eurodeputata Delara Burkhardt, esploriamo<strong> sette falsi miti sul riutilizzo.</strong></span></p>
<h3><b>1. Il riciclo non basta</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Uno dei falsi miti più diffusi è che il riciclo sia sufficiente per affrontare la crisi dei rifiuti. Il riutilizzo è un complemento essenziale al riciclo ed entrambi dovrebbero essere potenziati. Le quote di riutilizzo, previste nella proposta della Commissione per il settore del cibo da asporto, sono ragionevolmente elevate e consentono alle aziende di utilizzare in modo flessibile gli imballaggi monouso quando necessario.</span></p>
<h3><b>2. Gli studi finanziati dall&#8217;industria sono sbilanciati</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molti studi affermano che gli imballaggi monouso hanno una migliore performance ambientale rispetto a quelli riutilizzabili. Tuttavia, questi studi sono spesso influenzati da interessi economici e basati su ipotesi irrealistiche, ignorando importanti variabili ambientali.</span></p>
<h3><b>3. Littering e impatto ambientale</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Gli studi a favore degli imballaggi monouso spesso trascurano l&#8217;impatto del littering, ovvero l&#8217;abbandono irresponsabile dei rifiuti nell&#8217;ambiente. Questo comporta costi significativi per la pulizia delle città e per i contribuenti. Il riutilizzo può contribuire a ridurre il littering e i relativi costi.</span></p>
<h3><b>4. Valutazioni trasparenti del ciclo di vita</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcune valutazioni del ciclo di vita trasparenti dimostrano che l&#8217;implementazione di sistemi di riutilizzo può ridurre i rifiuti e le emissioni di CO2. Studi hanno mostrato che i contenitori riutilizzabili, dopo diverse rotazioni, sono più vantaggiosi di quelli monouso.</span></p>
<h3><b>5. Riciclabile non significa che verrà riciclato</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Molte volte gli imballaggi monouso non vengono effettivamente riciclati, ma finiscono nell&#8217;ambiente o nei cestini pubblici. In alcuni casi, gli imballaggi monouso, come quelli sporchi o i compositi con rivestimenti in plastica, sono difficili da riciclare. Il riutilizzo può contribuire a ridurre la quantità di rifiuti che finiscono in discarica.</span></p>
<h3><b>6. Igiene e sicurezza</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;igiene è spesso citata come motivo per cui il riutilizzo non è accettabile, ma se i sistemi di riutilizzo sono ben gestiti e con standard igienici adeguati possono garantire la sicurezza degli alimenti dagli imballaggi riutilizzabili. Esistono norme UE per l&#8217;igiene alimentare e regolamenti nazionali che possono essere seguiti.</span></p>
<h3><b>7. Imballaggi monouso e spreco alimentare</b></h3>
<p><span style="font-weight: 400;">Alcuni sostengono che gli imballaggi monouso siano necessari per ridurre lo spreco alimentare. Tuttavia, lo spreco alimentare è causato principalmente dall&#8217;eccesso di offerta e richiede cambiamenti sistemici nel sistema alimentare, non solo la regolamentazione degli imballaggi. L&#8217;uso di imballaggi monouso può addirittura portare a sprechi inutili favorendo l&#8217;acquisto eccessivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Diversi Stati membri hanno già adottato leggi per promuovere il riutilizzo e molte iniziative di imballaggio riutilizzabile hanno dimostrato successo in tutta Europa. </span><b>Il riutilizzo contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di acqua.</b><span style="font-weight: 400;"> La chiave sta nell&#8217;implementare sistemi di riutilizzo ben gestiti e nel promuovere la responsabilità ambientale.</span></p>
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		<title>Economia Circolare: una svolta sostenibile dalla plastica ai combustibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 00:00:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">Un recente progetto di ricerca condotto da scienziati croati e italiani dell&#8217;Enea ha aperto nuove prospettive nella gestione dei rifiuti plastici. Attraverso un processo innovativo chiamato pirolisi, oltre il 90% del materiale plastico recuperato da mari e spiagge è stato convertito in un &#8220;nuovo petrolio&#8221;. Questo materiale può essere utilizzato sia come combustibile che come materia prima per la produzione di vernici, solventi e composti organici.</span></p>
<p><b>Il processo di pirolisi: trasformazione sostenibile</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il processo di pirolisi, spiegato dal ricercatore Riccardo Tuffi (ricercatore del Laboratorio di tecnologie per riuso, riciclo, recupero e valorizzazione di rifiuti e materiali, che ha realizzato la ricerca insieme ai colleghi Lorenzo Cafiero e Doina De Angelis), coinvolge il trattamento termo-chimico della plastica a temperature superiori a 400°C, in assenza di ossigeno, portando alla decomposizione del materiale plastico in olio e gas ricchi di idrocarburi. Questo processo, oltre a fornire un nuovo modo di gestire i rifiuti plastici, offre anche un&#8217;alternativa sostenibile nella produzione di nuovi combustibili e prodotti chimici.</span></p>
<p><b>Economia circolare e sostenibilità ambientale</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Elemento chiave di questo progetto è l&#8217;impiego di un catalizzatore ottenuto dalle ceneri prodotte dagli impianti di gassificazione e combustione del carbone. Questo sottoprodotto, considerato un rifiuto industriale, viene trasformato in un componente cruciale per migliorare la resa e la qualità del processo di pirolisi. L&#8217;utilizzo di questi catalizzatori rappresenta un passo significativo verso la sostenibilità dei processi produttivi, contribuendo, con l’economia circolare, a ridurre l&#8217;inquinamento ambientale associato a tali rifiuti.</span></p>
<p><b>Prospettive future</b></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il ricercatore sottolinea che la pirolisi catalitica potrebbe superare le sfide della raccolta meccanica della plastica in mare e sulle spiagge, consentendo il trattamento di quantità significative di rifiuti altamente eterogenei. In futuro, piccoli impianti di pirolisi installati nei porti potrebbero addirittura produrre carburanti per le imbarcazioni, utilizzando la plastica recuperata in mare. Questa prospettiva apre quindi la strada a soluzioni più sostenibili per la gestione dei rifiuti plastici, contribuendo inoltre al raggiungimento dell&#8217;obiettivo di un&#8217;economia circolare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Fonte: Il Sole 24 Ore</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">_</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sconfiggere l&#8217;inquinamento da plastica: verso soluzioni sostenibili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2023 00:00:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica rappresenta una delle crisi ambientali più urgenti e complesse che dobbiamo affrontare. La diffusione incontrollata di rifiuti plastici ha conseguenze devastanti sugli ecosistemi e sulla salute umana, e richiede una risposta globale e sistematica. In questo contesto è fondamentale agire in modo coordinato.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Le stime sulla quantità di plastica presente nell&#8217;ambiente sono sempre più precise. Uno studio recente ha rivelato che la </span><b>quantità di rifiuti plastici presenti negli oceani e nelle acque marine è in costante aumento</b><span style="font-weight: 400;">. Si stima che nei mari ci siano circa </span><b>171.000 miliardi di particelle di plastica</b><span style="font-weight: 400;">, la maggior parte delle quali sono microplastiche, con un peso totale di circa 2,3 milioni di tonnellate. Questo aumento può essere attribuito all&#8217;aumento della produzione e ai cambiamenti nella gestione dei rifiuti lungo la filiera.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;inquinamento da plastica ha gravi effetti sulla </span><b>salute ambientale</b><span style="font-weight: 400;">. Le microplastiche sono ormai presenti in tutte le catene alimentari degli ecosistemi, ma gli effetti che hanno sulla salute e sugli organismi sono ancora poco compresi. Uno studio condotto su due specie di uccelli marini ha evidenziato come </span><b>l&#8217;ingestione di microplastiche influenzi la composizione del microbioma intestinale</b><span style="font-weight: 400;">, con un aumento dei microrganismi patogeni e antibiotico-resistenti e una diminuzione dei microrganismi benefici. Questo fenomeno ha implicazioni significative per la salute delle specie selvatiche e potrebbe rappresentare un pericolo anche per la salute umana.</span></p>
<p><b>Al contrario, gli effetti dell&#8217;ingestione di microplastiche nell’uomo sono ancora in gran parte sconosciuti.</b><span style="font-weight: 400;"> Tuttavia, è noto che le microplastiche possono veicolare agenti patogeni e rilasciare sostanze chimiche tossiche nel corpo. Uno studio condotto dalla</span><b> Commissione Minderoo-Monaco </b><span style="font-weight: 400;">sulle plastiche e la salute umana ha evidenziato i rischi associati all&#8217;esposizione ai componenti chimici aggiunti alle materie plastiche, che possono causare, tra gli altri, problemi endocrini, nascite premature, difetti congeniti e malattie cardiovascolari.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Per affrontare l&#8217;inquinamento da plastica, è necessario adottare </span><b>soluzioni sostenibili su vasta scala</b><span style="font-weight: 400;">. I paesi membri delle </span><b>Nazioni Unite</b><span style="font-weight: 400;"> stanno negoziando un trattato vincolante per fermare l&#8217;inquinamento da plastica, ma ci sono sfide nel conciliare le diverse esigenze e interessi delle parti coinvolte. Nel frattempo, il Programma Ambientale delle Nazioni Unite ha pubblicato un </span><b>rapporto intitolato &#8220;Turning off the tap&#8221;</b><span style="font-weight: 400;"> che sottolinea la necessità di un &#8220;cambiamento sistemico&#8221; che coinvolga tutto il ciclo di vita della plastica e promuova un&#8217;</span><b>economia circolare</b><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">I costi ambientali e sociali dell&#8217;attuale modello lineare di produzione e smaltimento della plastica sono enormi, mentre la transizione verso un&#8217;economia circolare offrirebbe numerosi benefici economici, ambientali e sociali. Tuttavia, l&#8217;implementazione di misure vincolanti rimane un ostacolo, con alcuni Paesi e attori privati che cercano di evitare regolamentazioni obbligatorie. Vi è la necessità che i Paesi firmatari siano legalmente obbligati a mantenere gli impegni presi.</span></p>
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		<title>Batterie litio-aria: una nuova strada per la mobilità sostenibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 10:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La batteria litio-aria è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;">La </span><b>batteria litio-aria</b><span style="font-weight: 400;"> è un’innovativa soluzione, oggetto di un recente studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Chemistry e potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella </span><b>riduzione delle emissioni nel settore della mobilità elettrica</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La batteria litio-aria è considerata una promettente alternativa alle batterie tradizionali, ma finora ha presentato alcune criticità, in particolare nella fase di ricarica, che si è rivelata lenta ed energeticamente dispendiosa. La ricerca, condotta dall&#8217;Università di Pisa, si è focalizzata sullo studio dei mediatori chimici utilizzati nella ricarica di queste batterie, al fine di identificare quelli che consentirebbero una ricarica più rapida ed efficiente dal punto di vista energetico. Nuovi meccanismi cinetici e mediatori per ottenere una ricarica veloce ed efficiente.</span></p>
<p><b>Le implicazioni di questa ricerca per il futuro sono significative</b><span style="font-weight: 400;">. Prestazioni ottimali con un </span><b>minor impatto ambientale</b><span style="font-weight: 400;">, un grande passo avanti per la </span><b>mobilità sostenibile</b><span style="font-weight: 400;">. La tecnologia delle batterie litio-aria offrirebbe un&#8217;alternativa più sostenibile alle batterie attualmente disponibili, utilizzando materiali meno critici e facilmente riciclabili. Inoltre, si potrebbero ridurre gli impatti ambientali associati allo smaltimento delle batterie stesse, contribuendo così alla chiusura del loro ciclo di vita e alla promozione della</span><b> circolarità dei materiali</b><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Tuttavia, è giusto sottolineare che si tratta solo di un primo passo in questa direzione e sono ancora necessari ulteriori sviluppi e ottimizzazioni per raggiungere il pieno potenziale di questa nuova generazione di batterie. Come specificato dagli studiosi: sono ancora necessari ulteriori sforzi per rendere questa tecnologia una realtà pratica. Sfide legate alla conduzione elettrica, alla solubilità dell&#8217;ossigeno all&#8217;interno delle batterie e alla purezza dell&#8217;aria necessaria per il loro corretto funzionamento. </span></p>
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		<title>La moda circolare per salvare il pianeta</title>
		<link>https://www.marziachiesa.it/la-moda-circolare-per-salvare-il-pianeta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 10:48:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La moda circolare si basa sui principi dell’economia circolare, volta a non compromettere le già</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>moda circolare</strong> si basa sui principi dell’<strong>economia circolare</strong>, volta a non compromettere le già scarse risorse del nostro pianeta. Il singolo indumento viene visto da una diversa prospettiva: viene inserito in un ciclo che lo lavora e lo trasforma dandogli una nuova vita.</p>
<p>Un’impresa è circolare quando non produce scarti e rifiuti, ma li trasforma in materie prime da impiegare nella produzione, evitando l’uso di risorse vergini.</p>
<p>Gli obiettivi della moda circolare sono</p>
<ul>
<li>ridurre il consumo delle risorse disponibili, come l’acqua;</li>
<li>ridurre i rifiuti spingendo le persone a prendere decisioni e a compiere scelte più <strong>ecologiche</strong>;</li>
<li>e di conseguenza <strong>riciclare</strong> materiale già impiegato e trasformarlo in nuovi prodotti di valore.</li>
</ul>
<p>Come gli altri settori, anche la <strong>filiera tessile</strong> e dell’abbigliamento ha una propria impronta idrica ed energetica. Ogni anno, questo settore produce emissioni di gas serra elevate ed è tra le maggiori responsabili della perdita della biodiversità, consumando grandi quantità di risorse naturali e dell’inquinamento dell’acqua.</p>
<p>Grandi sfide a cui si è chiamati a trovare delle soluzioni in breve tempo in chiave <strong>green</strong>. Ecco che allora si parla di <strong>materiali sostenibili</strong>, il cui utilizzo vuole non solo ridurre gli sprechi, ma anche aiutare l’ambiente che ci circonda.</p>
<p>Un esempio di materiale sostenibile impiegato nel settore tessile è il <strong>cotone</strong>, una fibra naturale, ecologica e riciclabile. Le <strong>coltivazioni biologiche</strong> controllate di cotone, rispetto alle coltivazioni di cotone convenzionali, consentono di risparmiare in media il 91% di H2O e il 46% di CO2. Ma le coltivazioni biologiche delle materie prime non sono sufficienti per ridurre l’impatto ambientale della moda. Il problema è che solo l&#8217;1% degli abiti usati viene riciclato, mentre l’87% finisce in discarica o all’inceneritore, rendendo più difficile ridurre la nostra impronta ecologica dei capi di abbigliamento. La percentuale di riciclo è così bassa perché troppo spesso gli abiti in questione non sono stati ideati e realizzati per essere riciclabili. È la moda circolare che si pone il problema e crea modelli che possono essere più facilmente disassemblati e riutilizzati.</p>
<p>A questo proposito, la <strong>Fondazione Ellen MacArthur</strong> ha stimato che ogni anno si perdono più di 500 miliardi di dollari a causa dell’uso insufficiente degli indumenti e della mancanza di riciclo. Con la moda circolare si punta a proteggere il prodotto, usarlo di più, rifarlo, realizzarlo con materiali rinnovabili, ma soprattutto riciclati. I modelli di business che includono la rivendita, il noleggio, le riparazioni e il rifacimento dell&#8217;abbigliamento, possono fornire grandi risparmi di gas serra e potrebbero arrivare a valere 700 miliardi di dollari entro il 2030, rappresentando il 23% del mercato globale della moda.</p>
<p>Bisogna quindi incentivare l’uso di <strong>fibre naturali biologiche</strong> che concorrono al miglioramento degli ecosistemi naturali, in favore della biodiversità. In questa direzione si sanno già muovendo diverse case di moda, come la <strong>Hessnatur</strong>: marchio fondato nel 1976 e che ha a cuore l’ambiente e il benessere.</p>
<p>Ma per arrivare a pensare in grande e abbracciare una visione globale, occorre partire dal nostro piccolo, ad esempio facendo scelte più consapevoli e trovando il modo di sfruttare i nostri vestiti più a lungo. Così facendo si diminuirebbe enormemente la richiesta e l’impiego di nuove risorse, ritardando il momento dell&#8217;Overshooting Day.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/la-moda-circolare-per-salvare-il-pianeta/">La moda circolare per salvare il pianeta</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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		<title>L’importanza del PNRR per il rilancio dell’economia all’insegna di innovazione e sostenibilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 18:14:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[ECONOMIACIRCOLARE]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[IMPATTOAMBIENTALE]]></category>
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		<category><![CDATA[SOSTENIBILITA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel momento in cui ci si appresta ad uscire dalla pandemia da Covid-19, la direzione</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/l-importanza-del-pnrr-per-il-rilancio-dell-economia-all-insegna-di-innovazione-e-sostenibilita/">L’importanza del PNRR per il rilancio dell’economia all’insegna di innovazione e sostenibilità</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Nel momento in cui ci si appresta ad uscire dalla pandemia da Covid-19, la direzione è quella di una <b>ripresa economica</b> che ci allontana dal <i>business as usual</i>, verso un “nuovo Mondo”. Un percorso in minima parte già iniziato prima della pandemia, ma che quest’ultima ha profondamente accelerato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">A influenzare radicalmente i tratti di questo “nuovo Mondo”, la <b>lotta al cambiamento climatico</b> e le linee guida tracciate nel corso della</span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;"> <b>Conferenza delle Nazioni Unite </b>sui cambiamenti climatici (</span><a href="https://www.marziachiesa.it/cop26-tutto-quello-che-ce-da-sapere/"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">COP26</span></a><span class="MsoHyperlink"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">)</span></span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;"> conclusasi un mese fa.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">In questo scenario, è importante evidenziare come il PNRR del governo italiano sosterrà questa transizione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">Ma cos’è il PNRR?</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Il <b>Piano di Ripresa e Resilienza </b>post-pandemica (<b>PNRR</b>) è il documento<b> </b>richiesto dalla Commissione Europea a ciascuno degli Stati Membri per accedere ai fondi del Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF), uno degli strumenti del <b>Next Generation EU </b>(NEU<b> – </b>anche detto <i>Recovery Fund</i>). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Un importante strumento per rilanciare l’economia all’insegna di innovazione e sostenibilità, incentivando l’avvio di attività imprenditoriali ad alto valore aggiunto. E grazie a questo strumento il Governo contribuirà a <b>combattere il cambiamento climatico</b> e a promuovere l’inclusione in modo significativo, fissando obiettivi economici, sociali e ambientali misurabili.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">I progetti del PNRR italiano sono raggruppati in 6 Missioni e sono guidati dai 3 assi strategici su cui si basa il NEU: </span><strong><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-bidi-font-family: Calibri;">digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale</span></strong><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">. Più nello specifico, entro il 2026, il Governo intende:</span></p>
<ul>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Modernizzare il Paese, puntando su digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Migliorare e rendere sostenibili le infrastrutture, promuovendo progetti immobiliari pensati in chiave sostenibile che riqualificano efficacemente gli spazi urbani, atti a migliorare la qualità della vita dei cittadini rispettando l’ambiente.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Sostenere le nuove generazioni, con la costruzione di scuole moderne orientate all’innovazione e l’attenzione sull’occupazione, e l’imprenditorialità femminile.</span></li>
<li class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Migliorare la coesione territoriale, contrastando le disuguaglianze sociali e le discriminazioni di genere.</span></li>
</ul>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Ma la Missione cui è stata assegnata la quota di risorse più ingente, circa 60 miliardi di euro sul totale di <b>191,5 destinati all’Italia</b> (che di fatto è la principale beneficiaria di questo </span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">finanziamento comunitario), riguarda la “</span><b><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">Rivoluzione verde e transizione ecologica</span></b><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">”. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">I progetti di investimento contenuti in questo macro obiettivo si </span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">propongono di potenziare la rete di raccolta differenziata e ottimizzare gli impianti di riciclo materiali (economia circolare), semplificare le procedure di autorizzazione delle energie rinnovabili, tutelare </span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';">il territorio e la risorsa idrica e incentivare agricoltura sostenibile e mobilità sostenibile.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify; margin: 8.0pt 0cm 6.0pt 0cm;"><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;">Una sfida ambiziosa che permetterà di combattere concretamente il cambiamento climatico, integrando i principi ESG per ripensare le città e il territorio in chiave inclusiva e sostenibile, al fine di costruire un’economia</span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman';"> più equa, più green, più prospera</span><span style="font-family: 'Verdana',sans-serif;"> in linea con il quadro della Ue per il <b>Green Deal europeo</b></span><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Verdana',sans-serif;">.</span></p>
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		<title>Milano si aggiudica l’Earthshot Prize</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Oct 2021 16:13:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cibo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande successo per la città di Milano, che lo scorso 17 Ottobre si è aggiudicata</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per la <strong>città di Milano</strong>, che lo scorso 17 Ottobre si è aggiudicata l’<strong>Earthshot Prize</strong>, un prestigioso riconoscimento internazionale che premia le migliori soluzioni per proteggere l&#8217;<strong>ambiente</strong>.</p>
<p>Ad annunciare la vittoria è stato dall&#8217;Alexandra Palace di Londra il <strong>Principe William</strong>, alla presenza della moglie <strong>Kate Middleton</strong>, dopo la valutazione di un comitato di esperti internazionale che ha scelto Milano tra oltre 700 iniziative candidate da tutto il mondo.</p>
<p>Il progetto, vincitore della <strong>categoria “Un mondo senza sprechi”</strong>, si chiama <strong>Food Policy </strong>ed è una delle eredità di Expo 2015 che si basa sull’idea di rendere più sostenibile il sistema alimentare milanese.</p>
<p>In che modo? Torniamo a qualche anno fa. Nel 2017, <strong>Comune di Milano</strong> e <strong>Fondazione Cariplo &#8211; </strong>in collaborazione con <strong>Politecnico di Milano</strong>,<strong> Assolombarda </strong>e il <strong>Programma QuBì &#8211; </strong>hanno siglato un accordo per la definizione e l’adozione di una propria Food Policy, con l’obiettivo di delineare una visione condivisa sul futuro rapporto della città con il cibo e definire alcune azioni chiave per attuarla, valorizzando il <strong>tema dell’alimentazione</strong>.</p>
<p>Al fine di creare valore condiviso per la cittadinanza, sono stati quindi creati degli <strong>Hub di quartiere </strong>(Isola, Gallaratese e Lambrate) contro lo <strong>spreco alimentare</strong>, che permettono di salvare quotidianamente migliaia di tonnellate di cibo al mese, assicurando flussi di pasti equivalenti grazie al contributo di supermercati, mense aziendali e altri enti del Terzo settore.</p>
<p>Un progetto che permette così di sviluppare un<strong> sistema alimentare </strong>in grado di garantire <a href="https://www.marziachiesa.it/l-agricoltura-di-precisione-un-approccio-moderno-e-sostenibile-nella-coltivazione-4-0/"><strong>cibo sano</strong></a> e <strong>acqua potabile</strong> in quantità sufficiente e accessibile a tutti, in un’ottica di equità, resilienza e sostenibilità articolata nelle sue componenti sociali, economiche e ambientali.</p>
<p>La vincita dell’<a href="https://earthshotprize.org/"><strong>Earthshot Prize</strong></a>, con un valore pari a 1,17 milioni di euro, darà la possibilità di potenziare sempre più questi Hub e aprirne di nuovi garantendone la <strong>sostenibilità </strong>sul lungo periodo e di replicare questa virtuosa buona pratica nella rete delle città che lavorano con Milano sulle Food policy.</p>
<p>Un esempio virtuoso di come istituzioni e stakeholder possono promuove in sinergia processi di corresponsabilizzazione degli attori del sistema alimentare attraverso una cultura partecipativa che abbia un carattere inclusivo.</p>
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		<title>La svolta Green parte dall&#8217;impresa: la mia intervista per Forbes Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Sep 2021 10:14:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[AMBIENTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come rivoluzionare il settore del water management a favore di una reale e concreta sostenibilità? A</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/la-svolta-green-parte-dallimpresa-la-mia-intervista-per-forbes-italia/">La svolta Green parte dall&#8217;impresa: la mia intervista per Forbes Italia</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Come rivoluzionare il settore del water management a favore di una reale e concreta sostenibilità?</p>
<p>A questa domanda ho risposto in questa intervista realizzata per <a href="https://forbes.it/">Forbes Italia</a> in cui racconto dell’importante transizione green che stiamo attuando in <a href="https://sodai.com/">Sodai</a>, investendo in ricerca, sviluppo e patrimonio umano.</p>
<p>Di seguito l&#8217;articolo completo, disponibile anche nell&#8217;edizione di Settembre!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-674" src="https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/1-1.png" alt="" width="1100" height="1300" srcset="https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/1-1.png 1100w, https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/1-1-768x908.png 768w, https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/1-1-585x691.png 585w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-676" src="https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/2-2.png" alt="" width="1100" height="1300" srcset="https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/2-2.png 1100w, https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/2-2-768x908.png 768w, https://www.marziachiesa.it/wp-content/uploads/2021/09/2-2-585x691.png 585w" sizes="(max-width: 1100px) 100vw, 1100px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/la-svolta-green-parte-dallimpresa-la-mia-intervista-per-forbes-italia/">La svolta Green parte dall&#8217;impresa: la mia intervista per Forbes Italia</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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		<title>Gli strumenti della precision farming</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Aug 2021 13:11:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[AGRICOLTURA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come raccontato nel mio ultimo articolo sulla Precision Farming, questo tipo di agricoltura viene chiamata “di</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/gli-strumenti-della-precision-farming/">Gli strumenti della precision farming</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Come raccontato nel mio ultimo articolo sulla <a href="https://www.marziachiesa.it/l-agricoltura-di-precisione-un-approccio-moderno-e-sostenibile-nella-coltivazione-4-0/">Precision Farming</a>, questo tipo di agricoltura viene chiamata “di precisione” grazie a moderni strumenti che permettono interventi mirati, atti a ottimizzare e aumentare qualità e produttività del suolo.</p>
<p>Tra gli <strong>strumenti</strong> più conosciuti e diffusi troviamo la <strong>guida semiautomatica</strong> e il <strong>dosaggio a rateo variabile</strong> basato su sensori che rilevano in tempo reale i dati reputati interessanti per ottimizzare lo svolgimento dell’operazione.</p>
<p>Il<strong> monitoraggio satellitare,</strong> uno strumento che permette costante controllo sullo stato di salute dei campi e i<strong> droni</strong>, usati principalmente per la mappatura dei terreni e che permettono di rilevare anche problemi che non possono essere individuati né ad occhio nudo, né dai satelliti.</p>
<p>I <strong>sensori ambientali </strong>collocati sui campi, in grado di registrare dati meteo climatici e informazioni relative al fabbisogno idrico del suolo. L’impiego di droni e sensori permette di creare delle mappe interattive dello stato vitale del campo.</p>
<p><strong>Ad oggi una delle realtà italiane che si sta maggiormente distinguendo per capacità innovativa sul mercato degli APR (aeromobili a pilotaggio remoto), è <a href="https://www.primisgroup.com/"><u>Primis Group</u></a></strong> &#8211; tech company fondata da Alan Torrisi, Pietro Gorgazzini e Giacomo Parlanti &#8211; che coordina la prima rete nazionale di <strong>piloti certificati Enac</strong>, equipaggiati con droni professionali al top della categoria.</p>
<p>Affinché possa essere completamente efficace, è necessario che l’agricoltura di precisione si affidi a <strong>tecnologie dell&#8217;informazione</strong>, per <strong>acquisire dati</strong> che portino a decisioni finalizzate a migliorare la produzione agricola. Il fine è quello di migliorare e aumentare la produzione impiegando meno risorse, <strong>minimizzare i danni ambientali</strong> ed elevare gli <em>standard </em>qualitativi dei prodotti agricoli.</p>
<p>I <strong>vantaggi</strong> sono evidenti. Le <strong>aziende agricole</strong> ottimizzano sforzi e risorse e riducono consumi e sprechi, incrementando la produttività del terreno. Si abbattono i costi orari, grazie ad interventi gestiti in maniera più rapida ed efficace e aumenta la resa sulle performance riducendosi notevolmente l’affaticamento degli operatori coinvolti sul campo. Su questo tema, è importante precisare che nessuno degli strumenti di cui si avvale l’agricoltura di precisione potrà mai sostituire l’esperienza professionale di chi vive i campi agricoli, ma solo fornire un prezioso supporto per migliorare performance e risultati.</p>
<p>A vantaggio dell’<strong>ambiente</strong> c’è l’importante riduzione di sprechi di fertilizzanti e diserbanti, la riduzione di emissioni e la diminuzione del compattamento dei terreni grazie ad un utilizzo più razionale delle risorse.</p>
<p>In ultimo, ma non per importanza, i vantaggi per le <strong>Persone</strong> e, in generale, per dare una significativa svolta alla problematica legata al fabbisogno di cibo, in costante aumento a livello globale. Si stima che nel 2050 le bocche da sfamare sul nostro pianeta si aggireranno intorno ai 9 miliardi, diventa dunque una priorità aumentare la produzione di cibo senza che questo comporti lo sfruttamento di risorse chiave come acqua e concime ed è fondamentale che questa grande richiesta di produzione di alimenti non porti a compromettere le qualità fisiche e chimiche dei terreni.</p>
<p>La <em>precision farming</em> risulta quindi essere il modello più concreto e promettente per una produzione alimentare sostenibile.</p>
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		<title>Perché l’economia circolare fa bene al business</title>
		<link>https://www.marziachiesa.it/perche-leconomia-circolare-fa-bene-al-business/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marzia Chiesa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 15:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
		<category><![CDATA[AZIENDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo l’ultimo rapporto Legambiente, l’Economia Circolare è una scelta strategica per le aziende che decidono</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.marziachiesa.it/perche-leconomia-circolare-fa-bene-al-business/">Perché l’economia circolare fa bene al business</a> proviene da <a href="https://www.marziachiesa.it">Marzia Chiesa</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo l’ultimo rapporto Legambiente, l’Economia Circolare è una scelta strategica per le aziende che decidono di intraprendere questo percorso. Ecco perché.</em></p>
<p>L’<strong>economia circolare </strong>costituisce un nuovo paradigma economico emergente in grado di sostituirsi a modelli di crescita incentrati su una visione lineare, puntando ad una riduzione degli <strong>sprechi</strong> e ad un radicale ripensamento nella concezione dei prodotti e nel loro uso nel tempo.</p>
<p>Una sfida importante per il sistema produttivo e per la società, che richiede di adottare attività e processi di produzione e di consumo sostenibili e in grado di gestire in modo consapevole ed efficiente le risorse del Pianeta.</p>
<p>L’<strong>Italia</strong> può fare da apripista in questa nuova rivoluzione industriale e di pensiero, con le molteplici aziende che già da tempo credono in percorsi di <strong>sostenibilità</strong> mettendo in pratica comportamenti che le rendono più responsabili e consapevoli dei loro modelli di business, nonché più competitive.</p>
<p>Se applicata ai processi aziendali l’<strong>economia circolare</strong> può creare un modello di sviluppo completamente nuovo e proficuo, in grado anche di ridurre gli sprechi attraverso l’<strong>efficienza energetica</strong> e un uso più responsabile delle<strong> materie prime</strong>.</p>
<p><strong>Riuso</strong>, <strong>riciclo</strong> e <strong>recupero </strong>sono le parole chiave intorno alle quali costruire un nuovo paradigma di <strong>sostenibilità</strong>, <strong>innovazione</strong> e <strong>competitività</strong>, in uno scenario in cui i rifiuti si trasformano da problema in risorsa.</p>
<p>A confermare questa idea, l’ultimo rapporto <a href="http://www.legambiente.i"><strong>Legambiente</strong></a> sui principali benefici che hanno ottenuto alcune aziende italiane intraprendendo un modello di business circolare, di cui riporto le notevoli percentuali che ne emergono.</p>
<p>L’88,5% delle aziende intervistate ha affermato che l’economia circolare ha comportato un miglioramento della <strong>reputazione aziendale</strong>, il 69,2% ha affermato che è migliorata la <strong>motivazione del personale </strong>e la <strong>varietà dei prodotti/servizi offerti</strong>.</p>
<p>Il 65,4% ha constatato che si è avuto un <strong>riposizionamento del brand</strong>, il 52% è entrato in <strong>nuovi mercati</strong>, il 47% ha aumentato la <strong>quota di mercato</strong>, mentre il 44% ha riscontrato una <strong>riduzione dei costi</strong>.</p>
<p>Il 34% ha affermato che uno dei principali benefici è stato una <strong>struttura dei costi più stabile</strong>, il 12,2% <strong>allineamento con la concorrenza</strong> ed infine, l’8,2% ha evidenziato un’<strong>agevolazione al credito</strong>.</p>
<p>L’<strong>economia circolare</strong> si configura dunque come una scelta strategica per le <a href="https://www.marziachiesa.it/impresa-sostenibile/">aziende</a> che decidono di avviare questa transizione essendo tra le altre cose, come detto, un potenziale vantaggio competitivo che genera un’importante valore aggiunto rispetto ai propri competitors, in una prospettiva di diversificazione, di individuazione di nuove forme di efficienza, di riduzione dei costi e di ampliamento del proprio mercato di riferimento.</p>
<p>È utile ricordare infine che tale sfida deve essere supportata da un indirizzo e un coordinamento a livello nazionale ed europeo, che metta in campo le norme e gli strumenti economici e rimuova le barriere per la nascita di una vera e propria rivoluzione circolare in Italia e in Europa.</p>
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